Giornalista morta per malaria, Razza: "Stiamo facendo tutte le verifiche"

L'assessore regionale alla Salute: "Mi sono fatto le mie idee e stiamo facendo ulteriori approfondimenti per verificare se qualcosa nell'organizzazione della presa in carico di questa paziente e nella diagnosi non siano andati per il verso giusto"

Loredana Guida

"Ho chiesto una relazione sull'episodio a un direttore di struttura complessa di Malattie infettive. Mi sono fatto le mie idee e stiamo facendo ulteriori approfondimenti per verificare se qualcosa nell'organizzazione della presa in carico di questa paziente e nella diagnosi non siano andati per il verso giusto". Lo ha detto, in un'intervista al quotidiano La Sicilia, l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza in merito al caso della giornalista-insegnante Loredana Guida, uccisa da malaria non diagnosticata in tempo a soli 44 anni.

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"Non posso entrare di più nello specifico perché è oggetto della relazione richiesta che non appena ci verrà consegnata trasmetteremo al procuratore di Agrigento - ha aggiunto, sempre durante l'intervista, l'assessore Razza - . Quello che mi sento solo di aggiungere è però che bisogna sempre diversificare tra disfunzioni organizzative che devono essere accertate e gli errori di diagnosi, anche questi che devono essere accertati. E gli uni e gli altri possono portare anche a risultati e conseguenze diverse".

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La Regione ha aperto un'inchiesta interna già nell'esatto momento in cui ha richiesto le cartelle cliniche di Loredana Guida. 

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La malaria, secondo Maria Letizia Di Liberti che è dirigente del dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell'assessorato regionale della Salute, "si riconosce perché ha detto che veniva dalla Nigeria. Quando si fa il triage si chiede sempre al paziente se è stato fuori, da dove viene, c'è questo controllo. La signora ha detto che tornava dalla Nigeria. Il problema è che si è rifiutata di restare - spiega Di Liberti al quotidiano La Sicilia - in ospedale per fare ulteriori accertamenti". Al dirigente del dipartimento sono stati fatti notare i lunghi tempi d'attesa. "Non è questo, durante il tempo di attesa le hanno fatto gli esami del sangue per vedere i leucociti e quant'altro, la radiografia. Dall'esame del sangue si vede una infezione che poteva essere scambiata per influenza. Nei tempi di attesa hanno proceduto facendo quello che si doveva fare. Poi hanno detto che necessitava di ulteriori accertamenti. Ma la signora è andata a casa, a quanto pare aveva fatto la profilassi prima di partire". 

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