Giornalista morta per malaria, Firetto incontra l'Asp: "Potenziate il pronto soccorso"

Il sindaco: "Su quanto è accaduto a Loredana Guida sono state riferite informazioni parziali in quanto materia d'indagine". Recriminata l'apertura del reparto di Malattie infettive

L'ospedale e Loredana Guida

Il "faccia a faccia" fra il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, e i responsabli della direzione dell'ospedale San Giovanni di Dio c'è stato. Non è chiaro - non è stato reso noto ufficialmente e nemmeno in maniera informale - se il sindaco abbia o meno sbattuto i pugni sulla scrivania visto che, per sua stessa ammissione, non è stato avvisato del caso di malaria che ha ucciso la giornalista-insegnante Loredana Guida. "Ho posto la questione, ci saremmo attesi una comunicazione per tempo. Cosa che invece non è stata fatta - ha dichiarato, a margine dell'incontro, il sindaco Lillo Firetto - . Dall'ospedale si sono mossi nell'ambito dell'ordinarietà". 

Il caso di malaria che ha ucciso la giornalista, il sindaco: "Nessuno mi ha avvisato"

Se il sindaco abbia obiettato o meno che - nel 2020, in questa parte di globo, - non è ordinario essere affetti da malaria non è dato saperlo. Perché trattasi pur sempre, anche se non facilmente trasmissibile, di una malattia infettiva. Non è dato sapere, inoltre, se il sindaco abbia o meno ricordato che lui è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. 

I familiari presentano esposto in Procura: aperta l'inchiesta

Durante l'incontro, cui ha preso parte anche l'assessore comunale alla Sanità: Gerlando Riolo, sono state chieste - è stato reso noto dal portavoce del sindaco Firetto - informazioni dettagliate su quanto accaduto al pronto soccorso. "Informazioni che sono state riferite solo parzialmente - viene riferito - in quanto materia d'indagine".

Il sindaco di Agrigento, che conosceva in quanto giornalista Loredana Guida, ha rappresentato ai vertici dell'Asp e dell'ospedale il forte turbamento della comunità agrigentina per la tragedia verificatasi. Ed ha recriminato un tempestivo impegno, da parte della direzione sanitaria, per aprire una unità operativa di Malattie infettive, ma anche - e questo forse si potrebbe fare in tempi più celeri - per potenziare il pronto soccorso del "San Giovanni di Dio".

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