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Figlio conteso per le feste, scoppia l'ennesima baruffa: la polizia riporta la calma

A chiamare la sala operativa è stato il papà che recriminava il suo diritto di genitore. Gli agenti hanno relazionato all'autorità giudiziaria

Quanto l’amore fra coniugi finisce, inizia la contesa. E nella maggior parte dei casi riguarda i figli. Specie, poi, nel periodo delle feste. Così è stato, il giorno di Santo Stefano, ad Agrigento dove a contendersi la presenza, e forse anche l’affetto, del figlioletto di appena 3 anni sono due trentenni. Nell’ultima circostanza festiva - ma non sarebbe stata la prima, né verosimilmente sarà l’ultima – è dovuta intervenire, per riportare la calma, la polizia di Stato. E gli agenti della sezione Volanti della Questura hanno relazionato, per iscritto, al giudice.    

Dopo circa 5 anni di matrimonio, lo scorso anno – per la coppia – è stato il momento dell’addio. Non definitivo visto che, appunto, hanno un figlio. La separazione, a quanto pare, è stata contrassegnata da continue diatribe, discussioni e litigi. Da alcuni mesi – circa cinque o sei – è un susseguirsi anche di richieste di intervento alla sala operativa delle forze dell’ordine e di denunce.

Il giudice ha affidato il piccolo alla madre, con l'ordine alla donna di lasciarlo - una volta alla settimana - al padre e  affidandosi al buon senso in occasioni delle giornate di festa. Il risultato è stato - stando a quanto emerge - una ventina circa di interventi della polizia per riportare la calma ed evitare che urla, offese e insulti reciproci degenerino. L'ultimo parapiglia, appunto, si è verificato nel giorno di Santo Stefano. Pare che la mamma non abbia voluto far vedere il piccino al padre, ne' tantomeno lasciarlo andare da lui nel giorno di festa. L'uomo – inevitabilmente su tutte le furie, recriminando anche i propri diritti di padre – ha richiesto l’intervento dei poliziotti della sezione Volanti della Questura.

Gli agenti non hanno potuto far altro che precipitarsi sul posto per cercare di riportare la calma nell’ormai ex coppia e di trovare un accordo, evitando di fatto che il piccoletto rimanesse spettatore delle diatribe e delle ritorsioni fra i suoi genitori.

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