Cronaca Licata

Stagnone Pontillo e Castel Sant'Angelo: appaltati i lavori della rinascita

Il Parco archeologico ha aggiudicato anche gli interventi di ripristino della viabilità dell’area del tempio di Vulcano

Lo Stagnone Pontillo e Castel Sant'Angelo di Licata rinasceranno. Il Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi ha, infatti, aggiudicato – e in maniera definitiva – i lavori di manutenzione e restauro. Se ne occuperà l’impresa S.M. di Aragona che ha offerto un importo di 55.040,15 euro sull’importo a base d’asta di 78 mila euro che è corrispondente ad un ribasso del 29,43 per cento.  

La Regione aveva stanziato centomila euro per gli interventi di recupero dei due importanti monumenti licatesi. 
Lo Stagnone (o ipogeo) Pontillo nasce come luogo di culto e necropoli. Si presume sia stato costruito durante l'età del bronzo, certa è invece la sua esistenza già nel IV secolo avanti Cristo durante la dominazione punica, datazione resa possibile grazie al ritrovamento di graffiti. Il complesso archeologico si trova poco fuori il centro di Licata, in zona Cannavecchia, in prossimità del monte Sole. 

Il Castel Sant'Angelo, chiamato anche Forte, sorge sull'estrema propaggine orientale della montagna di Licata, a 130 metri sul livello del mare e domina il porto a meridione, la città e la pianta e settentrione. Tutt'intorno si conservano numerosissime testimonianze archeologiche (necropoli, santuari, silos, strade, tombe monumentali, ambienti d'abitazione, cisterne).

Adesso, con questi lavori di manutenzione e restauro, il Parco archeologico proverà di fatto a valorizzarli. Ma l’ente Parco di Agrigento, di cui è direttore Roberto Sciarratta, ha anche, nelle ultime ore, aggiudicato – sempre in maniera definitiva – i lavori di ripristino della viabilità dell’area del tempio di Vulcano, in piena Valle dei Templi. Di questi interventi, ritenuti fondamentali per garantire anche la sicurezza delle frotte di turisti e visitatori che invadono l’area archeologica, si occuperà l’impresa Icorser Srl di Gangi, nel Palermitano, che ha offerto un importo di 45.715,74 euro sull’importo a base d’asta di 62.300 euro che è corrispondente ad un ribasso del 26,62 per cento. 

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