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(foto ARCHIVIO)

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Ipia accanto ad un impianto di smaltimento rifiuti? Di Rosa presenta esposto

Il coordinatore del movimento civico Mani libere: "Se nessuno provvederà a spostare l’istituto o almeno la sede della 'discarica' mi incatenerò davanti la scuola"

"Può un istituto scolastico coesistere in piena zona industriale con aziende di ogni tipo a ridosso di un centro di stoccaggio e una discarica per lo smaltimento di rifiuti organici?". E' l'interrogativo posto da Giuseppe Di Rosa, coordinatore del movimento civico Mani libere, che ha formalizzato un esposto alla Procura della Repubblica, all'Asp e alla Prefettura. Di Rosa è tornato, di fatto, a sollevare la questione dell'istituto per l'industria e l'artigianato "Fermi": quella scuola - costruita con cemento depotenziato - che una volta sorgeva in via Piersanti Mattarella. 

"L'edificio scolastico è stato costruito fra il 1975 ed il 1977 e chiuso nel 2012. Solo nel 2012 - ricorda Peppe Di Rosa - si erano accorti che era costruito con cemento depotenziato. Adesso si parla anche di un finanziamento milionario: 18 milioni di euro per riprendere l’istituto o quello che ne rimane. Nel frattempo, i 'nostri' giovani continuano a frequentare quella scuola che a nostro avviso è in un edificio, seppure insistente nel Comune di Aragona, in piena zona industriale accanto ad aziende per lo stoccaggio di rifiuti e - prosegue il coordinatore del movimento - a breve anche accanto ad un impianto mobile di smaltimento rifiuti".

Nell'esposto, Di Rosa scrive: "L'assessore al Comune di Agrigento, Hamel, in un'intervista trasmessa dall'emittente televisiva locale, Teleacras, ha preannunciato l'imminente attivazione di un impianto mobile di smaltimento rifiuti: secco residuo e umido nella zona industriale, con tutti i nulla osta del caso ricevuti in una conferenza di servizio. Si chiede di volere procedere ad accertare se i locali hanno i requisiti per potere ospitare un istituto scolastico, con più di mille studenti, e se tali attività di discarica di umido e secco residuo sono compatibili con la presenza dell'istituto scolastico Ipia".

"Quella sede, maldestramente individuata in piena zona industriale, era e doveva essere una sede temporanea - sottolinea Giuseppe Di Rosa - . Perché nessun amministratore si interessa più del caso Ipia Fermi?. Se nessuno provvederà a spostare l’istituto o almeno la sede della 'discarica', prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, il giorno dell’inizio dell’anno scolastico, - ha concluso - mi incatenerò innanzi l’istituto fino a quando non avremo la certezza che la discarica e tutte le aziende della zona industriale sono compatibili con l’istituto scolastico frequentato da giovani provenienti da ogni città della provincia”.  

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