Giornalista morta per malaria, l'inchiesta ha un interrogativo cardine: "C'è stato ritardo nella diagnosi?"

La Procura ha conferito l'incarico ai consulenti tecnici di parte per l'autopsia sulla salma della 44enne Loredana Guida. Con l'esame tecnico non ripetibile si intende accertare "la causa del decesso e quanto altro utile per la ricostruzione dei fatti"

Nel riquadro: Loredana Guida

L'incarico ai consulenti tecnici della Procura di Agrigento - il medico legale Sergio Cinque di Palermo e il primario emerito di Medicina interna e specialistica Giuseppe Abbita di Trapani - è stato conferito. Lo ha fatto il sostituto procuratore Elenia Manno, titolare del fascicolo d'inchiesta per omicidio colposo aperto dopo la morte - per malaria non diagnosticata in tempo - della giornalista-insegnante Loredana Guida di 44 anni. Le operazioni peritali - ha stabilito lo stesso pubblico ministero - si svogeranno lo stesso giorno (oggi ndr.) nella camera mortuaria dell'ospedale "San Giovanni di Dio". Dovrebbero iniziare, dunque, fra poco. Con l'esame tecnico non ripetibile, la Procura intende accertare "la causa del decesso e quanto altro utile, nei limiti delle competenze tecniche, per la ricostruzione dei fatti che sono oggetto del procedimento". I consulenti della Procura hanno comunicato al pm che - durante le operazioni peritali - si avvarranno della collaborazione di Giuseppe Rotondo, specialista in Malattie infettive, di Palermo. 

La Procura: "Gli esami clinici e le cure sono stati corretti?"

Ci sono - fra medici e infermieri dell'ospedale "San Giovanni di Dio" e il medico di famiglia - sette indagati. Si tratta, però, e questo è stato chiarito anche dalla stessa Procura con in testa il procuratore capo Luigi Patronaggio e l'aggiunto Salvatore Vella, "di informazioni di garanzia volte ad espletare l'autopsia e la successiva consulenza tecnica". Di fatto, quale atto dovuto da parte della Procura, viene data - proprio grazie all'informazione di garanzia - la possibilità a quanti erano in servizio il 15 gennaio scorso e a quanti hanno trattato il caso sanitario di Loredana Guida di potersi difendere, nominando un legale di fiducia e partecipando appunto, attraverso dei consulenti tecnici di fiducia, all'irripetibile esame dell'autopsia. I familiari di Loredana che, rappresentati dall'avvocato Daniela Posante, hanno formalizzato un esposto hanno nominato come consulenti tecnici di parte i medici legali Paolo Procaccianti e Antonio Juaiana.

Giornalista morta per malaria, 7 avvisi di garanzia per medici e infermieri

All'identificazione dei sette medici e infermieri, la Procura è arrivata dopo aver acquisito gli elenchi di quanti erano in servizio e di chi, concretamente, s'è occupato del caso di Loredana Guida. Le indagini sono però soltanto all'esordio e avranno bisogno di tempo, anche in attesa che i consulenti tecnici nominati dalla Procura poi depositino la loro perizia sull'esame autoptico, per progredire.

Temeva d'aver contratto la malaria, l'inchiesta dovrà chiarire anche i "buchi narrativi"

Loredana Guida è risultata essere affetta da malaria terzana maligna. In merito, l'Asp ha ufficialmente reso noto: "Giorno 21 veniva ipotizzata la diagnosi di 'malaria', confermata da un test immunocromatografico eseguito lo stesso giorno e validata dall’istituto di Microbiologia dell’università di Palermo come 'malaria da plasmodium falciparum'". Loredana, temendo proprio la febbre malarica, era andata al pronto soccorso del "San Giovanni di Dio" il 15 gennaio e aveva evidenziato d'essere stata in Nigeria. Un "dettaglio" non di poco conto. Un "particolare" che avrebbe potuto o dovuto forse creare un dubbio visto che la Nigeria è un paese a rischio malaria. Ma se quel "campanello d'allarme" doveva o meno suonare lo stabilirà la Procura. La tempestività nella diagnosi e nella cura - nelle malattie infettive, ma non solo - è la chiave di volta per salvare la vita. O almeno per provarci concretamente. La domanda cardine - anche per gli inquirenti - resta quella: Loredana Guida poteva essere salvata con una rapida diagnosi? E "rapida" che significa? In quanto tempo si traduce? Perché una cosa è chiara soltanto gli specialisti di Malattie infettive - reparto che ad Agrigento non c'è - avrebbero potuto (magari anche in maniera fulminea, a seconda della bravura e dell'esperienza) subodorare, intuire, sospettare. 

La Procura, valutando la cartella clinica della paziente e i protocolli sanitari nazionali d'assistenza, dovrà stabilire anche se - in concreto - c'è stato o meno un ritardo nella diagnosi. Perché Loredana Guida è stata 9 ore in pronto soccorso. Oltre ai primi esami del sangue e alla radiografia, serviva altro? Qualcuno all'atto delle dimissioni, firmate volontariamente, le ha rappresentato o meno che potevano servire altri esami? Esami mirati per scongiurare l'ipotesi di una malattia infettiva.

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