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Lavori di raffreddamento delle macerie

Lavori di raffreddamento delle macerie

L'incendio di Fontanelle, spento ogni focolaio dopo 45 ore: scatta il sequestro

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Merendino: "L’immobile è robusto, ha dei pilastri di dimensioni notevoli e il solaio è di tipo carrabile. I danni ci sono, ma il fuoco potrebbe non aver pregiudicato il palazzo"

Le operazioni di smassamento e raffreddamento delle macerie, incenerite dal terribile incendio divampato lunedì sera all’interno del magazzino di via Unità d’Italia, si sono conclude poco dopo le ore 19 di ieri. I vigili del fuoco di Agrigento sono però rimasti fra il piazzale del palazzo e il magazzino per tutto il tempo necessario affinché i carabinieri ponessero sotto sequestro l’area.

L'incendio di Fontanelle, sgomberate 23 famiglie: seconda notte di fiamme e fumo

Sono state fatte naturalmente delle verifiche per cercare di capire – anche se all’interno del magazzino, di circa 500 metri quadrati, altro non c’è che distruzione - le cause che hanno scatenato l’inferno di fuoco e fumo. Lo stabile è inagibile e servirà del tempo – ieri sera non risultava essere chiaro quanto – per effettuare le verifiche tecniche e cominciare a predisporre i necessari interventi di ripristino. Ma solo per poter fare una valutazione dei danni – dunque accertamenti di carattere squisitamente tecnico – sarà necessario chiedere, ed ottenere, un dissequestro, seppur parziale, dall’autorità giudiziaria.  “Dovranno essere verificati i danni alla struttura e poi pensare ai lavori di ripristino – ha spiegato, ieri sera, il comandante provinciale dei vigili del fuoco: Giuseppe Merendino - . L’immobile è robusto, ha dei pilastri di dimensioni notevoli e il solaio è di tipo carrabile. I danni ci sono, ma potrebbero non aver pregiudicato il palazzo. Serviranno le verifiche tecniche naturalmente per stabilire quali opere per la messa in sicurezza sono necessarie”.

I pompieri, già durante la notte fra lunedì e martedì e anche per tutta la giornata di lunedì, per cercare di “abbattere” il calore del fuoco hanno aperto – tanto davanti la struttura, quanto dietro – dei varchi con degli escavatori. Sventrare le mura è servito, di fatto, a salvare da danni irreparabili il palazzo. Non torneranno a casa in tempi rapidissimi le 23 famiglie sgomberate, con tanto di ordinanza del sindaco Lillo Firetto. Sette nuclei familiari sono stati alloggiati, a spese del Comune, in strutture alberghiere.

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