Scappa dal centro d'accoglienza e prova a dileguarsi, bloccato: era stato già espulso

Il tunisino s'è allontanato da Casa dei gabbiani, al Villaggio Mosè, e sperando di non essere notato era arrivato fino a contrada Mosella. La Stradale è riuscita però ad acciuffarlo

S’allontana dal centro d’accoglienza “Casa dei Gabbiani” del Villaggio Mosè e prova a far perdere le proprie tracce. Sperava, probabilmente, di passare inosservato prima lungo la strada statale 115 e poi fra le campagne di contrada Mosella. In realtà, di quel tunisino che camminava spedito – con aria guardinga – si sono accorti i poliziotti della Stradale di Agrigento. Agenti che, durante un pattugliamento del territorio, hanno subito intuito di chi doveva effettivamente trattarsi. L’immigrato è stato dunque subito bloccato. A quanto pare non è stato neanche semplice perché il giovane tunisino ha tentato, ancora una volta, di farla franca dileguandosi.

I poliziotti della Stradale sono, però, appunto, riusciti a bloccarlo e lo hanno caricato sull’autovettura di servizio. E’ stato portato dunque alla caserma della Stradale, in via Crispi, e s’è proceduto alla sua identificazione. Nessun dubbio sul fatto che si trattava proprio di quell’extracomunitario che, a gambe levate, era riuscito a scappare dal centro d’accoglienza. Un uomo che risultava essere stato già espulso. Ieri, fino a tarda mattinata, la sua posizione era vaglio. Non aveva commesso nessun reato certo, ma appariva scontato che si andasse verso un nuovo decreto di espulsione dal territorio nazionale.

Quanto è accaduto nella tarda mattinata di ieri – e che non è affatto passato inosservato fra contrada Mosella e via Francesco Crispi – non è, naturalmente, il primo episodio del genere, né verosimilmente sarà l’ultimo. Accade ciclicamente infatti, tanto ad Agrigento quanto a Siculiana, che i migranti ospiti dei cosiddetti centri d’accoglienza per la quarantena provino – e talvolta ci riescono pure – a dileguarsi e a far perdere, inseguendo il sogno d’arrivare chissà dove in Europa, le proprie tracce. A cercare di fermarli in tempo, riuscendovi così come è stato ieri, sono le forze dell’ordine. 

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