Medico licenziata dall'Asp per uso di droghe, il giudice del lavoro la reintegra

Alla professionista veniva contestato anche di avere dichiarato falsamente di non essere sottoposta a procedimenti penali

Il giudice del lavoro reintegra un medico che era stata licenziata, nel marzo dell'anno scorso, dall'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Il provvedimento, nei confronti di una professionista di 45 anni, scaturiva da due contestazioni disciplinari. Una si riferiva a una contestata falsa dichiarazione nelle fasi della stipula del contratto, vale a dire l'avere autocertificato l'assenza di procedimenti penali in corso e la seconda era relativa al presunto consumo di stupefacenti. 

Il medico ha impugnato il licenziamento davanti al giudice del lavoro, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, deducendo "l'insussistenza di rilievo disciplinare nei fatti contestati" e chiedendo la condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro e la corresponsione di un'indennità risarcitoria "in misura pari all'ultima retribuzione percepita dal momento del licenziamento sino alla reintegrazione".

In particolare i legali hanno dimostrato che, prima ancora dell'assunzione alle dipendenze dell'Asp di Agrigento, la Procura della Repubblica competente aveva già chiesto l'archiviazione di un procedimento penale a carico della ricorrente "ingenerando in quest'ultima il convincimento che il procedimento si fosse definitivamente concluso".

Ed ancora che anche l'altro fatto posto a fondamento del licenziamento, rappresentato dal presunto uso di sostanze stupefacenti da parte della ricorrente, fosse insussistente e comunque privo di rilevanza disciplinare, "atteso che la condotta lavorativa della ricorrente appariva esente da anomalie o negligenze astrattamente riconducibili al presunto uso di sostanze stupefacenti e che comunque la ricorrente si era sottoposta ad esami tossicologici ed a test di personalità che avevano evidenziato l'assenza di alterazioni della sfera psichica e l'idoneità al lavoro".

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Si è costituita in giudizio l'Asp di Agrigento, con il patrocinio dell'avvocato Rosario Dell'Oglio, contestando la fondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto. Il giudice del lavoro di Agrigento, invece, ha dichiarato illegittimo il licenziamento per l'insussistenza dei fatti contestati, condannando l'Asp di Agrigento a reintegrare la ricorrente nel posto di lavoro, nonchè a corrispondere alla stessa un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale dal giorno del licenziamento fino alla reintegrazione, e condannando la azienda anche al pagamento delle spese giudiziali. 

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