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Un momento della consegna del diploma e della medaglia

Un momento della consegna del diploma e della medaglia

Venne catturato dai partigiani jugoslavi e deportato, medaglia in memoria di Angelo Garlisi

A ritirare i riconoscimenti, conferiti dal presidente della Repubblica, dalle mani del prefetto Maria Rita Cocciufa, è stato il nipote Salvatore

Diploma e medaglia di riconoscimento, conferita dal presidente della Repubblica, al defunto Angelo Garlisi di Canicattì. A consegnare i riconoscimenti, stamani, in quello che è il “Giorno della memoria”, è stato il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa. A ritirarli è stato, invece, il nipote del defunto: Salvatore Garlisi.

Dalle testimonianze acquisite dal nipote, Angelo Garlisi, dopo tre anni di servizio prestato nell’Arma dei reali carabinieri, era stato assunto in polizia nel febbraio del 1926. Dopo il corso frequentato a Roma, venne trasferito a Bari, Vercelli e infine a Trieste. Il 17 maggio del 1945 venne catturato dai partigiani jugoslavi a Trieste e deportato.

Alla cerimonia di consegna che, per assicurare il pieno rispetto delle misure di cautela, si è svolta in forma molto ristretta, ha partecipato anche il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura. 

Il prefetto ha sottolineato la rilevanza della ricorrenza che sancisce il riconoscimento di un capitolo molto doloroso della storia del Paese, capitolo per molto tempo caduto nell’oblio. "Soffermarsi sul passato costituisce non solo un doveroso omaggio alle vittime di una tragedia ma occasione per conservarne la memoria fra le giovani generazioni affinchè possano evitare il ripetersi di quei tragici eventi - ha detto il prefetto Cocciufa che ha ringraziato la scuola perché tiene accesi i riflettori anche su questi temi.

Il "Giorno della memoria" è stato istituito, con la legge 92 del 30 marzo 2004, per commemorare le vittime delle foibe, l’esodo dei cittadini italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia e la complessa vicenda del confine orientale italiano.

IL VIDEO. Il prefetto: "Non dimenticare per trasmettere ai giovani i valori del rispetto e della tolleranza”

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