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Sei nuove stele al "Giardino dei giusti", Riccardo Guazzelli: "Una nazione che non ricorda i propri eroi è destinata a fallire"

Alla presenza degli studenti, l’accademia di Studi Mediterranei ha collocato le lapidi dedicate alle personalità che si sono battute per la legalità e l'uguaglianza

 

Aumentano gli esempi di legalità e giustizia del “Giardino dei giusti” nella Valle dei Templi. Alla presenza delle autorità e degli studenti, l’accademia di Studi Mediterranei ha collocato sei nuove stele, dedicate ad altrettante personalità, che si sono battute per il rispetto dei  principi legalitari e di uguaglianza fra i popoli. Ed ecco dunque che accanto ai nomi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, da oggi, lungo la via Sacra, vive la memoria anche del maresciallo  Giuliano Guazzelli assieme a quella degli eroici militari della guardia di finanza trucidati nelle Foibe ed ancora di Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo,  Sophie e Hans Scholl e dei giovani della rosa bianca.

Due stele sono state tributate anche a Alganesh Fessaha  e al vescovo Giovanni Battista Scalabrini. “La memoria è fondamentale. Una nazione che non ricorda i propri eroi è una nazione che è destinata a fallire”. Queste sono state le parole di Riccardo Guazzelli, figlio del sottoufficiale dell’Arma assassinato il 4 aprile 1992. Ai microfoni di AgrigentoNotizie poi, l’attuale soprintende dei Beni Culturali di Trapani ha aggiunto: "Sulla base degli insegnamenti degli eroi, si fondano le idealità che ci consentiranno di proseguire nel futuro”.  Alla domanda “suo padre è stato un eroe”? Riccardo Guazzelli non ha esitato, secca è stata la sua risposta: “Secondo me, si”!
 

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