Cronaca

Il trattore nel dirupo e muore agricoltore, Comune condannato: deve risarcire più di 700 mila euro

Per la Corte d'appello "c’è il nesso causale fra lo stato di dissesto del manto stradale, l’assenza di guard-rail e il ribaltamento del mezzo pesante nella scarpata sottostante"

(foto ARCHIVIO)

“C’è il nesso causale fra lo stato di dissesto del manto stradale, l’assenza di protezione laterale: il guard-rail e l’evento infausto: il ribaltamento del trattore nella scarpata sottostante che ha determinato la morte del loro congiunto”. E’ accogliendo queste motivazioni del ricorso alla sentenza di primo grado, emessa dal tribunale di Agrigento, che la prima sezione civile della Corte d’appello di Palermo ha condannato il Municipio della città dei Templi a pagare più di 700 mila, oltre interessi legali, ai tre eredi.

Era il 3 settembre del 2008 quando l’agricoltore, mentre percorreva a bordo del suo trattore gommato la strada interpoderale “Giardina Gallotti-Fauma” in territorio del Comune di Agrigento, era uscito fuori dalla carreggiata, finendo in un dirupo. Per i familiari – che il 17 gennaio del 2013 citarono palazzo dei Giganti, davanti al tribunale di Agrigento, quale proprietario della strada – la causa dell’accaduto era da “ricondursi all’eccessiva pendenza del tracciato e all’assenza di dispositivi di protezione lungo il ciglio stradale”. Nel novembre del 2014, il giudice monocratico di Agrigento – ritenendo “che non risultasse adeguatamente provato il nesso causale fra l’evento dannoso e le anomalie riscontrate sulla carreggiata” - rigettò la domanda. Nel maggio dell’anno successivo, i familiari dell’agricoltore defunto – rappresentati e difesi dagli avvocati Angela Albanese e Francesco Carrubba - presentarono ricorso alla Corte d’appello di Palermo. Il Comune di Agrigento ha evidenziato che “difettando del tutto le caratteristiche della demanialità, quella strada, pur risultando nell’elenco delle vie vicinali dell’ente locale, debba essere classificata come ‘strada agraria interpoderale vicinale’, per la cui – era stato appunto evidenziato del Municipio - della manutenzione sono responsabili i proprietari dei terreni confinanti”. “Doglianza” non accolta però dalla Corte d’appello secondo la quale l’ente “ha il potere-dovere di custodia, la cui violazione in presenza di danni a terzi è idonea a determinare la sua responsabilità”.

Durante il processo è emerso, inoltre, che sulla strada “il Comune di Agrigento ha, in epoca successiva al verificarsi dell’evento, provveduto alla collocazione di idonee barriere proprio per evitare l’oggettiva situazione di pericolo per gli utenti”. L’ente è stato dunque condannato a pagare a ciascuno dei tre appellanti (gli eredi ndr.) la complessiva somma di 235.050,69 euro, oltre gli interessi legali e le spese del giudizio che sono state quantificate, per entrambi i gradi di giudizio, in oltre 30 mila euro.

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