L'incendio di Fontanelle, resta un mistero la causa del rogo: la chiave di volta sarà la perizia dei pompieri

Soltanto quando le cause saranno delineate si potrà chiedere il dissequestro dell’area e dunque si potranno fare le verifiche tecniche per stabilire il tipo di danni prima e i necessari interventi di ripristino dopo

I pompieri al lavoro nelle ore immediatamente successive

La chiave di volta – per fare chiarezza sulle cause dell’incendio, che hanno devastato un magazzino di 500 metri quadrati e determinato lo sgombero di 23 famiglie, - non potrà che essere la perizia che i vigili del fuoco consegneranno ai carabinieri.

Servirà dunque del tempo,  tanto ai militari dell’Arma quanto alla Procura della Repubblica di Agrigento, per capire cosa effettivamente, la tarda serata di lunedì, ha innescato lo spaventoso rogo nel garage di via Unità d’Italia a Fontanelle. Fino ad allora, il magazzino non potrà che rimanere sotto sequestro. 

L'incendio di Fontanelle, spento ogni focolaio dopo 45 ore: scatta il sequestro

Soltanto quando le cause saranno delineate, si potrà chiedere il dissequestro dell’area e dunque si potranno fare le verifiche tecniche per stabilire il tipo di danni prima e i necessari interventi di ripristino dopo. Lavori di messa in sicurezza che consentiranno alle famiglie di poter tornare a casa. Nessuno, ieri, si sbilanciava sui tempi. Ma, per quanto celeri, serviranno settimane su settimane, se non mesi. Intanto a tutte le famiglie, con il monitoraggio dei vigili del fuoco e degli stessi carabinieri, è stato consentito – alla spicciolata naturalmente – di poter tornare nei propri appartamenti per recuperare vestiario, medicine, documentazione, soldi, preziosi e quant’altro ritenuto utile. Inevitabile, legittima, la rabbia di tutti coloro che hanno dovuto lasciare, in fretta e in furia, la propria casa e che, adesso, vedono all’orizzonte un periodo di grande disagio e difficoltà. La maggior parte dei residenti del palazzo di via Unità d’Italia ha trovato accoglienza in casa di familiari ed amici. Soltanto sette le famiglie – stando a quanto è stato reso noto dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto – che sono state ospitate, a spese del Comune, in strutture alberghiere.

Intanto, naturalmente, l’attività investigativa dei carabinieri – in attesa appunto della perizia dei pompieri – prosegue. Fin dal giorno successivo, i militari dell’Arma hanno passato in rassegna alcuni video realizzati, anche con i telefonini cellulari, nei momenti in cui il fuoco uscendo dal magazzino ha praticamente avvolto buona parte del palazzo. Il riserbo investigativo è massimo, naturalmente e non si esclude nessuna causa. Nemmeno quella accidentale.

 

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