Cronaca

Festa dell'Arma: i "carabinieri della gente" perseguono il 78% dei reati, Stingo: "Possiamo fare ancora di più per aiutarvi"

Il comandante provinciale: "Non sono mancati i gesti di solidarietà dei 'miei' militari che, con grande generosità, hanno offerto sostegno alle persone in difficoltà, soprattutto quelle anziane e sole, ma che hanno anche scortato i vaccini che ci consentiranno di uscire dal medioevo pandemico"

Il comandante provinciale dell'Arma: il colonnello Vittorio Stingo

"L'Arma è protagonista nel perseguire, da sola, in questa provincia, il 78 per cento dei reati, scoprendone il 68 per cento grazie al qualificato contributo offerto dall'imponente macchina della sicurezza. Sono i numeri a dare un'idea precisa di ciò che facciamo". E' con queste parole - ricolme di emozione ed orgoglio - che il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Vittorio Stingo, ha tributato un pubblico riconoscimento al lavoro dei "suoi" uomini e delle "sue" donne: quelli delle 5 compagnie, 2 tenenze e 43 stazioni. Perché, anche nell'Agrigentino, sono i "Carabinieri della gente" - come ha detto papa Francesco in occasione dei 200 anni dell'Arma - . E perché anche in questa provincia - e con concretezza - viene, quotidianamente, messo in campo lo slogan: "Possiamo aiutarvi". 

Alla caserma Biagio Pistone, sede del comando provinciale dell'Arma, è stato celebrato - seppur in forma ridotta, a causa della pandemia da Covid-19 - il 207esimo annuale di fondazione del Corpo, istituito da re Vittorio Emanuele I. Una ricorrenza che viene celebrata il 5 giugno in occasione della rievocazione della prima medaglia d'oro concessa alla bandiera di guerra. 

Forte e chiaro, ancora una volta, l'appello lanciato agli agrigentini: "Rivolgetevi alle stazioni dell'Arma e al numero unico di emergenza: il 112 - ha detto il colonnello Stingo -, segnalando ogni esigenza, comunicando, dialogando, parlando, così da consentirci di porre in essere misure tempestive e risolutive con il nostro intervento. Perché noi 'possiamo aiutarvi'". 

cd5db73a-fb83-44b1-becb-18b8ee82c12c-1-2"Cerchiamo di essere vicini ai problemi della popolazione, specialmente dei più deboli e di chi è in difficoltà. Cerchiamo - ha detto il colonnello Stingo, durante il suo intervento in occasione della cerimonia, - di dare forza e voce a chi non le ha mai avute, non le ha più o le ha perdute. Parliamo di mamme, di donne, di anziani, di giovani, di disabili, di vittime di violenza e di soprusi, di persone schiacciate dall'usura, dalle estorsioni, dalla mafia". Gli 800 carabinieri della linea territoriale, dei reparti speciali e dei rinforzi dei reparti mobili hanno garantito - e continueranno a farlo - la sicurezza con pattuglie, vigilanze, attività specialistiche, ricevendo denunce, segnalazioni e fornendo assistenza e soccorso. "Si può fare ancora di più, con l'aiuto dei cittadini" - ha sottolineato il colonnello Vittorio Stingo che ha, però, voluto ricordare: "Non sono mancati i gesti di solidarietà dei 'miei' carabinieri che, con grande generosità, hanno offerto sostegno alle persone in difficoltà, soprattutto quelle anziane e sole, nonché scortando i vaccini che ci consentiranno di uscire dal medioevo pandemico".

La vocazione dei militari dell'Arma è il servizio e la "missione" è tra la gente e per la gente. "Il nostro servizio si esprime nella tutela degli esseri umani, nell'azione per la sicurezza, per la tutela della salute, dell'ambiente, del lavoro legale, del patrimonio culturale, per il rispetto delle regole della convivenza civile e per il bene comune, nella difesa dei diritti e dei doveri dei singoli al servizio dello Stato e alla tutela dei cittadini affinché possano tutti liberamente vivere" - ha ribadito, concludendo, il comandante provinciale dei carabinieri - . 

Ricordato, durante la cerimonia, il motto "Nei secoli fedele", ma anche - con la preghiera e il silenzio - i caduti che hanno onorato l'Arma Agrigentina: Dosio, Pini, Pistone, Di Dino, Cicero, Di Francisca, Palazzolo, Nastasi, Principato e Guazzelli. 

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