Covid e Dpcm: spostamenti vietati da un paese all'altro, maxi controllo nel "cuore" della Valle dei Templi

Gli agenti della sezione Volanti della Questura, i vigili urbani e quelli della polizia provinciale hanno verificato che non vi fossero trasferimenti arbitrari e hanno acquisito tante autocertificazioni sulle quali sono in corso verifiche mirate

Un momento dei controlli all'altezza del posto di ristoro

L'ultimo Dpcm, almeno su questo punto, è chiarissimo: nelle zone "arancione" è vietato spostarsi (oltre che da una regione all'altra) dal Comune di residenza, salvo motivi di lavoro, salute e necessità (vi rientra anche la previsione di usufruire di servizi ed attività non disponibili nel Comune di residenza). Chi si sposta dovrà avere con se, ma potrà sottoscriverla anche davanti alle forze dell'ordine che verificheranno la veridicità delle dichiarazioni, l'autocertificazione. Stamani, tanti automobilisti - soprattutto chi sperava di riuscire a prendere sotto gamba le disposizioni del Dpcm - sono rimasti meravigliati.

In piena Valle dei Templi, lungo la Passeggiata archeologica, all'altezza del posto di ristoro, c'erano più pattuglie della sezione Volanti della Questura, della polizia locale e provinciale. Controlli anche lungo viale Magellano a San Leone. A disporre il maxi rastrellamento - deciso durante un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che è stato presieduto dal prefetto Maria Rita Cocciufa -  è stato il questore Rosa Maria Iraci. 

Coronavirus, le multe per chi non rispetta le regole del nuovo Dpcm

Gli agenti del gruppo interforze, sistematicamente, hanno controllato tutti coloro che erano di passaggio. Non solo "patente e libretto". C'era e c'è, infatti, da verificare se ci sono spostamenti - da un paese all'altro - da ritenere arbitrari e illegittimi. Controlli e verifiche - soprattutto sulle autocertificazioni prodotte - sono ancora in corso. 

Covid e nuovo Dpcm, autocertificazione: quando serve nella zona "arancione"

Chi non avrà un valido motivo per circolare, potrà - questo è stato previsto nel Dpcm - incorrere in una sanzione da 280 euro, che può arrivare a 560 in caso di recidiva. Per chi viola la quarantena è prevista invece la denuncia penale con l'arresto da tre a 18 mesi, a cui si aggiunge una multa che può andare da 500 a 5mila euro.

Non sono, invece, previste sanzioni per la violazione delle raccomandazioni contenute nel nuovo Dpcm. Tra queste l'invito a muoversi il meno possibile. 

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