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Saracinesche abbassate e location della movida deserte, gli imprenditori: "Chiusi fino a data da destinarsi"

Una delle categorie più colpite è quella di bar, ristoranti ma anche pub e locali notturni. Le nuove restrizioni volute dal governo nazionale stanno mettendo, ancora una volta, così come già evidenziato da Fipe Confcommercio, a dura prova l'economia della città

 

Irriconoscibile. Ventiquattro ore prima l'entrata in vigore del nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, il centro di Agrigento - già ieri sera - era irriconoscibile. Via Atenea, via Pirandello, salita Madonna delle Rocche, via Cesare Battisti e piazza San Francesco erano letteralmente - alle 23,05 - deserte. Praticamente tetre. Ed è stato l'effetto dell'ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci

Le telecamere di AgrigentoNotizie hanno documentato la fine di una domenica silenziosa, piena di interrogativi, dubbi e perplessità.

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Musumeci prima e Conte dopo hanno firmato provvedimenti che di fatto mirano a contrastare la diffusione del Covid-19. Ma che stanno già mettendo, e continueranno a farlo almeno fino al 24 novembre, a dura prova l’economia anche di Agrigento e provincia.

Una delle categorie più colpite è quella dei locali pubblici, ovvero bar e ristoranti ma anche pub e locali notturni. In città, ieri, è stata, appunto, una domenica più che mai insolita. Poca gente in giro, ristoratori silenziosi e porte chiuse alle 23. Due, forse tre, ma anche quattro o cinque: sono diversi i locali della città che hanno deciso di chiudere fino a data da destinarsi.

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Gli imprenditori agrigentini, a denti stretti, proveranno a spuntarla ancora una volta. "Non è facile - racconta un ristoratore ad AgrigentoNotizie - è una mazzata per tutti noi. Siamo stati dei 'guardiani' di mascherine. I nostri clienti hanno rispettato, sempre, tutte le regole. Adesso? Il solo pranzo non potrà salvarci. Tra i nostri dipendenti ci sono anche diversi padri di famiglia". 

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