Cronaca Villaggio Mosè

Vanno al bar e "dimenticano" il bambino, barista e polizia accanto al piccolo di 8 anni

I genitori del piccolo – stando a quanto è emerso dalle ricostruzioni dei poliziotti delle Volanti – hanno creduto che il bimbo fosse in macchina con lo zio e i cuginetti. Lo zio ha invece pensato che si fosse messo in macchina con mamma e papà. Il piccino, con diligenza, non si è spostato dall'esercizio commerciale

Vanno al bar, per prendere un gelato o qualcosa da bere, e, nel momento di rimettersi in macchina, “dimenticano” il bambino. Scene già viste nel film “Mamma ho perso l’aereo” quelle che si sono registrate al Villaggio Mosè. Il bambino – un piccolo di 8 anni – non è stato però monello ed è rimasto, di fatto, fermo nello stesso, identico, punto in cui era stato inavvertitamente lasciato. Avrà pensato: “Prima o poi, qualcuno tornerà a riprendermi”. Ed effettivamente così è stato. Dopo un po’ di trambusto e di inevitabile apprensione, infatti, l’episodio ha avuto un lieto fine.

Ma cosa è accaduto? Una famiglia di Gela in vacanza a Camastra, nella giornata di venerdì, ha fatto una trasferta ad Agrigento. Forse doveva essere una semplice passeggiata e un piacevole momento di relax in famiglia. Più nuclei familiari, fratelli e sorelle, zii e nipoti si sono fermati, poi, ad un certo punto, in un bar del Villaggio Mosè. Un gelato, un bibita ghiacciata e poi il rientro verso Camastra. I genitori del piccolo – stando a quanto è emerso dalle ricostruzioni dei poliziotti delle Volanti – hanno creduto che il bambino fosse in macchina con lo zio e i cuginetti. Lo zio ha invece pensato che si fosse messo in macchina con mamma e papà. Il bambino è invece rimasto davanti al bar e della sua assenza la famiglia si è accorta, di fatto, non appena arrivata a Camastra. Il terrore è stato immediato, quasi paralizzante. Chi non ha perso la lucidità, ha subito chiamato il numero unico d’emergenza: il 112 ed ha segnalato cosa era accaduto. Ma i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento avevano già “recuperato” il piccino ed erano il sua compagnia. Poco prima infatti è stato lo stesso proprietario del bar, notando quel bimbo, fermo, immobile, ad aspettare qualcosa o qualcuno, ad avvicinarlo e a chiedergli cosa gli fosse accaduto. Il bambino avrebbe riferito di non riuscire più a trovare i suoi genitori e il barista ha, senza perdere un secondo di tempo, chiamato la polizia. Una mobilitazione che, di fatto, è stata su più fronti, tant’è che appunto il bambino – un vero esempio di diligenza visto che non s’è mosso neanche di un millimetro rispetto a dove era stato con mamma e papà – ha potuto, poco dopo, riabbracciare i genitori che certo hanno vissuto dei bruttissimi momenti di apprensione.

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