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Covid-19 e matrimoni rinviati, l'Sos: "Serve ripartire come se ci fosse stata la seconda guerra mondiale"

Imprenditori e lavoratori sono, di fatto, senza aiuti e con molte spese da sostenere. Massimo Firetto: "Le aziende devono avere il coraggio di tornare ad investire"

 

Il mondo del wedding è uno dei settori economici più colpiti dalla pandemia Coronavirus. Il rinvio, soprattutto,  dei matrimoni ha generato una paralisi totale nell’organizzazione degli eventi. Una crisi che penalizza un’ampia platea di figure professionali: dai manutentori delle location scelte dagli sposi per il ricevimento, ai cuochi, camerieri, fotografi, parrucchieri, estetisti, fiorai, musicisti. Lavoratori, spesso stagionali, che in buona parte sono esclusi dagli aiuti promessi dal Governo.

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AgrigentoNotizie ha incontrato gli  imprenditori Massimo Firetto e Nino Bosco. Ed entrambi hanno analizzato il drammatico periodo di crisi finanziaria. "E’ uno dei settori più penalizzati perché, alla riapertura, non ci saranno eventi – dice rammaricato l'imprenditore Massimo Firetto – . Non possiamo distanziare i tavoli perché il pubblico è impaurito. La nostra stagione ormai è andata”. Il lockdown non ha comunque fermato i costi di impresa per le aziende. 

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“Ad oggi – dice ai microfoni di AgrigentoNotizie l’imprenditore Nino Bosco – si va avanti con le forze che ci sono, ma che vanno finendo. Da un lato – aggiunge – ci sono i dipendenti in cassa integrazione che dopo due mesi, non hanno ricevuto nemmeno un euro. Dall’altro, c’è un mondo di lavoratori che non è rientrato nel bonus dei seicento euro”.  Sul fronte del mancato sostegno concreto  dello Stato ai lavoratori e alle imprese, Massimo Firetto lancia un invito alle istituzioni: "A chi governa, dico bisogna ripartire come se ci fosse stata una guerra mondiale, bisogna far sì che le aziende abbiano il coraggio di reinvestire”. “L’auspicio – aggiunge Nino Bosco – è che passi tutto il prima possibile e che si possa ritornare ad una vita normale”.

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