Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Coronavirus e scuole chiuse, i genitori vanno allo scontro: "Illegittime e abnormi le ordinanze del sindaco"

Presentata istanza di revoca in autotutela dei provvedimenti di Micciché: "Agrigento non versa in condizioni epidemiologiche di straordinaria necessità e urgenza, essendo l'aumento dei contagi registrato in linea, se non inferiore, a quello di altri Comuni siciliani"

"Illegittime, irragionevoli e abnormi". Sono state così definite - dai genitori dei bambini che frequentano le scuole dell'infanzia, primarie e le prime classi della scuola secondaria di primo grado - le ordinanze firmate dal sindaco di Agrigento Franco Micciché. Provvedimenti che dispongono la chiusura, fino al 30 gennaio, delle scuole cittadine. Atti di cui, con una istanza, si chiede la revoca in autotutela per "insussistenza dei presupposti di legge e per carenza di motivazioni". 

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Ad Agrigento si sta andando, di fatto, allo "scontro". "I provvedimenti sindacali contestati - scrivono i genitori - sono stati adottati in vigenza del Dpcm del 14 gennaio 2021 che stabilisce, per il territorio nazionale, che 'l'attività didattica ed educativa per la scuola dell'infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l'infanzia continua a svolgersi in presenza'. Le misure ristrettive adottate dal governo nazionale, comprese quelle per le regioni 'rosse' ed 'arancioni' assicurano - argomentano - lo svolgimento delle attività scolastiche in presenza. Ed è in piena coerenza al Dpcm l'ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione". 

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L'esercizio del potere di adottare ordinanze sindacali contingibili e urgenti che stabiliscano misure più restrittive di quelle disposte a livello nazionale e regionale per contenere l'epidemia da Sarc Cov 2 è non solo temporalmente limitato, ma anche subordinato al rispetto dei criteri previsti dalla normativa nazionale e all'intesa con il ministro della Salute. "L'esercizio del potere di ordinanza contingibile e urgente è, ex lege, vincolato alla sussistenza del pericolo irreparabile e imminente - spiegano i genitori agrigentini nell'istanza di revoca delle ordinanze sindacali -, non altrimenti fronteggiabile con mezzi ordinari apprestati dall'ordinamento e deve essere caratterizzato dalla provvisorietà e temporaneità dei suoi effetti. In materia sanitaria, il ricorso all'ordinanza contingiile e urgente - proseguono i genitori - è stato ritenuto ammissibile unicamente per fronteggiare con immediatezza sia una situazione di natura eccezionale ed imprevedibile, sia una condizione di pericolo imminente, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento". 

"Il sindaco non ha facoltà di sostituire il proprio discrezionale apprezzamento, per quanto prudente e ponderato, alla valutazione epidemiologica e al bilanciamento degli interessi operato dall'autorità governativa ed eventualmente dalle singole Regioni". Ecco perché, secondo i genitori degli studenti agrigentini, "le ordinanze vanno ritenute illegittime". Sono "con tutta evidenza incongrue, imprecise, generiche. Il riferimento ad un 'generico aumento di contagi' non può in alcun modo ritenersi motivazione valida e congrua ai fini della legittimità degli atti in questione. Il Comune di Agrigento non versa in condizioni epidemiologiche di straordinaria necessità e urgenza, essendo l'aumento dei contagi registrato in linea, se non inferiore, a quello di altri Comuni siciliani". I genitori hanno anche sottolineato come "l'incremento dei contagi non può essere determinato dalla presenza in aula degli alunni, considerato l'avvenuta chiusura delle scuole nel periodo di incubazione degli attuali positivi". 

"La doverosa necessità di tutelare la salute non può risolversi in una 'tirannia' di tale diritto rispetto alle altre libertà e agli altri diritti fondamentali, compreso il diritto all'istruzione che non può dunque subire compromissioni sproporzionate rispetto alle reali istanze di tutela di eventuali altri diritti antagonisti - concludono i genitori agrigentini - . Non può non ribadirsi l'irragionevolezza e l'abnormità dei provvedimenti che sono suscettibili di determinare danni gravissimi e irrecuperabili al processo formativo e di crescita degli alunni, non giustificati da alcun nesso causale tra la didattica in presenza e l'incremento dei contagi".

Parola al comitato dei genitori

"Nell’esprimere profondo biasimo verso ogni tentativo di strumentalizzazione e di semplificazione delle legittime istanze di tutela avanzate da una parte dei cittadini, si precisa che a fondamento delle stesse vi sono ragioni di carattere giuridico del tutto estranee tanto a valutazioni di mera opportunità politica, quanto a sentimenti ribellistici addebitabili all’ “onda emotiva” provocata dal persistere dell’emergenza epidemica. Al fine di evitare spiacevoli fraintendimenti circa il reale significato dell’azione intrapresa, il comitato intende ribadire che il fine dell’iniziativa è di garantire alla comunità un giusto contemperamento tra le istanze di tutela della salute pubblica ed il diritto allo studio, come stabilito dalla normativa nazionale e come da ultimo ribadito dal parere del comitato tecnico scientifico nazionale. La nostra posizione è ben lontana dal voler anteporre il diritto all’istruzione e alla socializzazione di bambini e ragazzi al diritto alla salute, ma ci si auspica un intervento che miri ad assicurare un rientro in sicurezza tanto di alunni e bambini, quanto degli insegnanti". 

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