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Cronaca

Unità di crisi per il Coronavirus, i medici all'Asp: "Servono 2 Covid hospital, si crei una task force"

Secondo i sanitari sono troppo pochi 7 o 8 posti letto in Rianimazione e 30 in sub Intensiva. E il numero dei rianimatori a disposizione? Indirizzata una lettera ai direttori generale e sanitario dell'Asp: Alessandro Mazzara e Gaetano Mancuso

Non soltanto uno, ma due. Ne servono due di Covid hospital per Agrigento e provincia. E questo perché il territorio provinciale non è affatto piccolo, ma è anzi territorialmente esteso. Serve "coprire" l'area di Sciacca e Ribera, ma anche la zona di Agrigento e dintorni, arrivando fino a Licata. Stando a quanto emerge dai rianimatori, troppo pochi poi, secondo l'ottimistica visione, 7 o 8 posti letto di Rianimazione e 30 di sub Intensiva per un Covid hospital. E il numero dei medici-rianimatori? I sanitari, naturalmente, non hanno il dono di moltiplicarsi per garantire la stessa assistenza sui presidi di Agrigento, Licata, Canicattì, Sciacca, Ribera e sul "distaccamento" della clinica Sant'Anna. Vogliono parlare di questo - ma non soltanto - i rianimatori, i medici di base, i biologi, i farmacisti e tutte le figure mediche ospedaliere ed extra ospedaliere che già compongono il libero movimento "Agrigento non si arrende".

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Il movimento è favorevole alla creazione di una task force per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, ma vogliono farvene parte attivamente. Ed ecco perché, nelle ultime ore, una richiesta ufficiale è stata indirizzata al direttore generale, facente funzione, Alessandro Mazzara e al direttore sanitario aziendale Gaetano Mancuso.

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L'Asp di Agrigento ha avviato la liberazione di un'alta del terzo piano che già ospita le Terapie intensive. Sarà questa area che, al "San Giovanni di Dio", verrà adibita interamente ai posti per l'osservazione di pazienti Covid 19.   

"Chiediamo di poter partecipare attivamente al tavolo tecnico di unità di crisi, in modo da poter dare un contributo fattivo e rappresentare le istanze che giungono anche dalla popolazione agrigentina - hanno scritto, per conto di tutti i professionisti, Leonardo Russo, Fabio Navarra, Diego Virgone, Massimiliano Di Miceli, Geraldo Alongi, Daniele Paquito, Luigi Argento, Giuseppe Castronovo, Gerlando Brucceri, nonché i rappresentanti della confraternita Misericordia e dell'associazione Avomi Onlus. 

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Il movimento "Agrigento non si arrende", in sinergia con l'associazione Misericordia di Favara, si è costituito proprio per l'emergenza determinata dal diffondersi del Coronavirus. "Agrigento non si arrende" vuole partecipare attivamente al tavolo tecnico dell'unità di crisi "per potenziare il contributo esterno su ogni iniziativa intrapresa". 

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