Covid, incarichi a specializzandi in rianimazione, chirurgia e ginecologia

L'Asp sta cercando di venire incontro all’emersa esigenza di reclutare i medici necessari all'emergenza sanitaria

Un incarico per Anestesia e Rianimazione, due per Chirurgia generale e quattro per Ostetricia e Ginecologia. L’Asp di Agrigento, nell’ambito della gestione dell’emergenza da Covid-19, ha conferito questi incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. Di fatto, il commissario straordinario Mario Zappia, il direttore sanitario Gaetano Mancuso e quello amministrativo Alessandro Mazzara stanno cercando di venire incontro all’emersa esigenza di reclutare i medici necessari. Si tratta però di incarichi che potrebbero avere, ed è stato previsto, una risoluzione anticipata sulla base delle ulteriori indicazioni che potranno essere fornite dall’assessorato regionale della Salute , interventi legislativi regionali e nazionali, nonché in caso di venir meno delle situazioni di criticità temporanee o nel caso di completamento delle procedure di immissione in servizio di personale a tempo indeterminato e dunque con la copertura dei posti vacanti in dotazione organica.

Per quanto riguarda i 4 incarichi di Cococo per Ostetricia e Ginecologia, l’esigenza di reclutare personale di dirigenza medica per monitorare e assistere i casi sospetti non trasferibili prima del tampone rino-faringeo Covid era stata evidenziata dal responsabile dell’unità operativa dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata. Ma anche il capo del dipartimento materno infantile aveva evidenziato la necessità di potenziare i punti nascita di Sciacca e Licata, così come aveva fatto il direttore facente funzioni del “San Giovanni di Dio” di Agrigento. I 4 specializzandi verranno impiegati pertanto nei presidi ospedalieri di Agrigento, Sciacca e Licata. Conferiti anche due incarichi di collaborazione coordinata continuativa di Chirurgia generale ad altrettanti medici specializzandi. La necessità per esigenze strettamente correlate all’emergenza da Covid-19, in questo caso, era stata sottolineata dal direttore del reparto di Chirurgia generale del presidio “San Giovanni di Dio” di Agrigento. 

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