Covid-19 e indagine epidemiologica, doppio controllo per le analisi dei tamponi

Il prefetto: "Ai fini dell’ufficializzazione dei risultati c’è una rigorosa procedura: si attende la conferma da parte dell’istituto Spallanzani e dell’istituto superiore di Sanità"

La Prefettura di Agrigento

Altri casi di Coronavirus ad Agrigento? Un altro positivo a Ribera? Per l’intera giornata di ieri è stato un continuo rincorrersi di notizie, talvolta anche “fake”, su nuovi tamponi positivi al Covid-19 per abitanti in città o in provincia. “E’ lecito presumere che questo dato (il riferimento è ai 27 casi ufficializzati ieri dalla Prefettura) possa cambiare rapidamente se già non è cambiato – ha spiegato, ieri sera, in video conferenza stampa, il prefetto Dario Caputo - . Ai fini dell’ufficializzazione c’è una rigorosa procedura: si attende la doppia conferma da parte dell’istituto Spallanzani e dell’istituto superiore di Sanità. I dati sono utili, ma vanno presi con beneficio d’inventario – ha sottolineato il prefetto - perché sappiamo che la situazione è suscettibile di ulteriore incremento di numeri. C’è una celerità di risposta: appena si fa il tampone si ha il risultato. Ma questa tempestività può generare falsi positivi o falsi negativi. I positivi sono soggetti a un doppio controllo. E solo dopo il doppio controllo – ha precisato il prefetto – quel dato viene inserito nella documentazione e nelle comunicazioni ufficiali”. Questo percorso spiega dunque perché i numeri ufficiali talvolta siano preceduti anche da annunci fatti, con il sistema dell’allert, dagli amministratori comunali.

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Non ci sono certezze che, nell’Agrigentino, arriveranno – così come annunciato, per l’intera isola, dal presidente della Regione Nello Musumeci – i militari dell’Esercito. “Il meccanismo che abbiamo realizzato con le forze dell’ordine già prevede l’impiego di contingenti militari – ha spiegato il prefetto Dario Caputo - . La disponibilità della forza armata è stata programmata, con ‘Strade sicure’, a livello nazionale. Ciascuna provincia ha avuto attivato un contingente che viene utilizzato per gli obiettivi individuati dalle autorità provinciali. Per quanto riguarda noi, la richiesta di ulteriori risorse militari va valutata in sede locale e poi va trasmessa agli organi centrali, a Roma, perché si possa incidere nel meccanismo”. 

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