San Leone invasa dai giovani: un "miraggio" le distanze interpersonali

Polizia, carabinieri, Guardia di finanza e vigili urbani, anche a gran voce, hanno impedito che gli assembramenti proseguissero

Un momento dei controlli di ieri

Sembrava un posto di blocco. In realtà, i poliziotti della sezione Volanti della Questura, per tutto il pomeriggio e la serata di ieri, all’ingresso di San Leone hanno fatto opera di richiamo al rispetto delle prescrizioni anti-Covid: distanziamento interpersonale soprattutto. Attività di prevenzione e sensibilizzazione visto che tantissimi giovani, e non soltanto, riversandosi nella località balneare non soltanto non avevano le mascherine, ma stavano a distanze più che ravvicinate. E anche sabato sera, a dire il vero, qualche gruppetto – a distanza ravvicinata – è stato notato nei pressi di locali della movida. Tanto ieri quanto sabato sera, tanti - anzi tantissimi - sono stati i richiami. 

Polizia, carabinieri, Guardia di finanza e vigili urbani, anche a gran voce, hanno impedito che quelle distanze ravvicinate proseguissero. Il dato dei contagi da Coronavirus, ad Agrigento e provincia, è fermo – per fortuna – a 125 da ormai 20 giorni. Molti - non tutti - dei giovani, ieri presenti a San Leone, indossavano le mascherine. Ma le distanze interpersonali apparivano però una sorta di miraggio. Pare inoltre - stando alle segnalazioni di diversi cittadini - che anche i lavoratori di qualche bar fossero privi di mascherine. 

I controlli di ieri e di sabato hanno riguardato infatti anche gli esercizi commerciali tanto del centro quanto di San Leone e del Villaggio Mosè. A richiamare tutti, giovani e non giovani, ancora una volta, attraverso i social, è stato il sindaco di Agrigento Lillo Firetto: “Non basta affidarsi al buonsenso delle persone. Può accadere che la situazione sanitaria inverta la rotta, che torni a crescere il numero di contagiati. L'emergenza e i suoi effetti gravano sui sindaci e sulle strutture sanitarie. Impossibile mettere un vigile ogni 4 persone. C'è l'impegno delle forze dell'ordine, ma la linea ‘soft’ non può essere la regola. Tanti sacrifici rischiano di essere vanificati a causa dei nostri comportamenti e lo sapremo tra meno di due settimane. Ieri (riferendosi al sabato ndr.) alcuni locali erano pieni a San Leone, come in piena estate, tanta gente in giro al viale Della Vittoria e anche in via Atenea – ha scritto il sindaco - . Un allentamento delle regole ingiustificato anche in alcuni supermercati. Comprensibile il bisogno di sentirsi liberi dopo il lockdown. Ma non possiamo dimenticare che il virus non è scomparso e può arrivare qui da ogni parte dell'isola. Temo l'arrivo del 3 giugno – aggiunge il primo cittadino di Agrigento - . In Lombardia i casi continuano a crescere e tanti amici e parenti attendono la riapertura per tornare in Sicilia. Il rischio di un nuovo lockdown è concreto e dipende da noi, dai nostri comportamenti”. 

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