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Bernardo Agrò

Bernardo Agrò

La nomina del Consiglio del Parco è legittima: respinto il ricorso al Cga

Il Consiglio di giustizia amministrativa non ha rinvenuto sufficienti i profili di fondatezza ed ha respinto il "reclamo" presentato da Gabriella Capizzi

Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto l'appello - presentato da Gabriella Capizzi - contro l'assessorato regionale Beni culturali e Identità siciliana e il Comune di Agrigento, nella persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Rita Salvago e nei confronti di Luigi Troja, rappresentato e difeso dall'avvocato Gabriele Giglio. Il presidente del Consiglio del Parco Bernardo Agrò e l'ex presidente Bernardo Campo non si sono costituiti in giudizio.

Consiglio del Parco, "troppi componenti": Capizzi ricorre al Cga

Il Cga - presidente Rosanna De Nictolis, relatore Giuseppe Verde - ha respinto il ricorso presentato da Gabriella Capizzi. La ricorrente, che figurava tra i precedenti componenti del Consiglio, si era rivolta dapprima al Tar contro il decreto di nomina del nuovo Consiglio del Parco. Il tribunale amministrativo aveva accolto la tesi difensiva dell'avvocato Vincenzo Camilleri circa la legittimità della determinazione assessoriale di costituire ex novo il Consiglio, piuttosto che integrare quello in carica. Ciò, a fronte della precedente composizione voluta dall'ex assessore regionale dei Beni culturali, che peraltro aveva ridotto a tre i membri del Consiglio del Parco, escludendo il sindaco di Agrigento.

Respinto il ricorso: è legittima la nomina del presidente del Consiglio del Parco archeologico

Gabriella Capizzi ha proposto appello, ma anche il Consiglio di Giustizia non ha rinvenuto sufficienti i profili di fondatezza. "Ad un primo esame tipico della fase cautelare il ricorso in appello non sembra essere assistito dal prescritto fumus boni iuris in ragione di quanto dedotto in riferimento ai poteri esercitati nel caso di specie dall’amministrazione appellata - scrive il Cga - , ritenuto che - il provvedimento impugnato pare essere immune dalle critiche avanzate con il ricorso introduttivo - difetta il requisito del periculum in mora". 

La domanda di sospensione del provvedimento è stata respinta. La decisione conferma la legittimità dell'intero Consiglio, di cui fa parte, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. Secondo quanto previsto dalla legge regionale numero 9 del 2015, non soltanto il numero dei componenti è stato portato a cinque, ma il  Comune di Agrigento è  tornato ad avere diritto di voto in Consiglio, mentre in precedenza la sua rappresentanza  era stata ridotta a funzioni  puramente consultive e non vincolanti. 

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