Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Villaggio Mosè

Colpi di pistola contro l'auto di una 31enne, aperta un'inchiesta

La macchina era posteggiata lungo il ciglio di una strada del Villaggio Mosè, e senza nessuno a bordo, quando è stata messo a segno quella che ha tutte le caratteristica dell’intimidazione. Indagano i carabinieri

Due, forse tre, colpi di pistola sono stati esplosi contro un’autovettura, una Fiat Punto, di proprietà di una agrigentina trentunenne. E’ accaduto tutto nella tarda serata di sabato – ma la notizia è trapelata soltanto ieri sera dallo stretto riserbo investigativo – nel quartiere del Villaggio Mosè. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri di Agrigento e un fascicolo, naturalmente ancora a carico di ignoti, è stato aperto dalla Procura della Repubblica.

La macchina era posteggiata lungo il ciglio di una strada del Villaggio Mosè, e senza nessuno a bordo, quando è stata messo a segno quella che ha tutte le caratteristica dell’intimidazione.

I carabinieri, ricevuta alla sala operativa la segnalazione di rumore di colpi d’arma da fuoco, si sono immediatamente precipitati nella zona e hanno, effettivamente, ritrovato l’autovettura danneggiata, attinta, appunto, da colpi d’arma da fuoco. Immediatamente è partito il tour de force dei rilievi tecnici e scientifici per stabilire il calibro dell’arma utilizzata, che pare essere certo sia stata una pistola, e la traiettoria dei proiettili. Non ci sono certezze investigative – né potrebbe essere altrimenti visto che il riserbo dei carabinieri è categorico -, ma è probabile che i colpi siano stati esplosi da qualche mezzo in corsa. I militari dell’Arma hanno, naturalmente, subito setacciato l’intero quartiere commerciale per provare a rintracciare potenziali sospetti. Ma le ricerche sono state, di fatto, vane. Sulla zona dove è stata messa a segno l’intimidazione non vi sarebbero inoltre telecamere di videosorveglianza, né pubbliche e nemmeno private. La trentunenne agrigentina appare scontato che sia stata già ascoltata dagli investigatori che, inevitabilmente, dovevano provare a capire se la donna avesse o meno dei sospetti o se, nel recente passato, abbia avuto problemi di qualunque genere. Intimidazioni del genere non sono affatto nuove nell’Agrigentino. 

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