menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
(foto archivio)

(foto archivio)

Colpi di pistola contro l'auto di una 31enne, aperta un'inchiesta

La macchina era posteggiata lungo il ciglio di una strada del Villaggio Mosè, e senza nessuno a bordo, quando è stata messo a segno quella che ha tutte le caratteristica dell’intimidazione. Indagano i carabinieri

Due, forse tre, colpi di pistola sono stati esplosi contro un’autovettura, una Fiat Punto, di proprietà di una agrigentina trentunenne. E’ accaduto tutto nella tarda serata di sabato – ma la notizia è trapelata soltanto ieri sera dallo stretto riserbo investigativo – nel quartiere del Villaggio Mosè. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri di Agrigento e un fascicolo, naturalmente ancora a carico di ignoti, è stato aperto dalla Procura della Repubblica.

La macchina era posteggiata lungo il ciglio di una strada del Villaggio Mosè, e senza nessuno a bordo, quando è stata messo a segno quella che ha tutte le caratteristica dell’intimidazione.

I carabinieri, ricevuta alla sala operativa la segnalazione di rumore di colpi d’arma da fuoco, si sono immediatamente precipitati nella zona e hanno, effettivamente, ritrovato l’autovettura danneggiata, attinta, appunto, da colpi d’arma da fuoco. Immediatamente è partito il tour de force dei rilievi tecnici e scientifici per stabilire il calibro dell’arma utilizzata, che pare essere certo sia stata una pistola, e la traiettoria dei proiettili. Non ci sono certezze investigative – né potrebbe essere altrimenti visto che il riserbo dei carabinieri è categorico -, ma è probabile che i colpi siano stati esplosi da qualche mezzo in corsa. I militari dell’Arma hanno, naturalmente, subito setacciato l’intero quartiere commerciale per provare a rintracciare potenziali sospetti. Ma le ricerche sono state, di fatto, vane. Sulla zona dove è stata messa a segno l’intimidazione non vi sarebbero inoltre telecamere di videosorveglianza, né pubbliche e nemmeno private. La trentunenne agrigentina appare scontato che sia stata già ascoltata dagli investigatori che, inevitabilmente, dovevano provare a capire se la donna avesse o meno dei sospetti o se, nel recente passato, abbia avuto problemi di qualunque genere. Intimidazioni del genere non sono affatto nuove nell’Agrigentino. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

La provincia sempre più digitale, rilasciate 100 mila identità Spid

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento