Calano le estorsioni, le rapine e gli attentati incendiari: 700 gli arresti e "guerra" sempre aperta contro Cosa Nostra

Al comando provinciale dell'Arma dei carabinieri, il colonnello Giovanni Pellegrino ha illustrato i risultati di un anno di pattugliamenti e indagini

Un momento della conferenza stampa al comando provinciale dell'Arma dei carabinieri

Calano - per il 28% - le estorsioni, così come le rapine (15%) e gli attentati incendiari (30%). Risultati che non sono altro che il frutto della capillare attività preventiva e repressiva sviluppata - dai carabinieri del comando provinciale di Agrigento - sull'intera provincia. Controlli e perlustrazioni - per circa 120 mila ore, con 7 mila persone identificate e quasi 6 mila veicoli controllati - che hanno permesso, anche e soprattutto, di frenare lo spaccio di hashish e marijuana, ma anche cocaina ed eroina, fra giovanissimi, ma non soltanto. Oltre 130 gli spacciatori arrestati in provincia, nelle principali piazze della movida. Quasi 700 complessivamente gli arresti, la maggior parte dei quali in flagranza di reato, realizzati nel corso dell'ultimo anno proprio dai carabinieri che si sono occupati anche di 4 omicidi avvenuti in provincia: ad Alessandria della Rocca, Lampedusa, Ribera e Canicattì nello specifico. Delitti per i quali i responsabili sono stati identificati e arrestati. 

LA VIDEO INTERVISTA. Il colonnello Pellegrino: "Continueremo sulla stessa strada del 2019"

Contrasto alle organizzazioni criminali 

Dopo aver colpito la parte Occidentale della provincia, con l'operazione antimafia "Opuntia" che è giunta anche a delle condanne, e dopo l'imponente inchiesta "Montagna" che ha portato a quasi 100 arresti e allo smantellamento di 16 "famiglie" e 3 mandamenti mafiosi, i carabinieri hanno continuato ad assestare colpi contro Cosa Nostra attraverso i blitz "Kerkent", "Assedio" e Halycon" che è stata realizzata assieme al Ros. Numerose le armi da fuoco, verosimilmente nella disponibilità della criminalità organizzata, che sono state tolte dalla strada e distrutte. Ma ci sono stati anche controlli serrati in sale giochi e decine di slot machine sequestrate, nonché centinaia di migliaia di euro di sanzioni elevate ai gestori irregolari. Massima attenzione su questo "fronte" perché da un lato si deve naturalmente garantire legalità, ma dall'altro si ipotizza che questo settore venga gestito o faccia "gola" alla criminalità organizzata. 

Pronti a tendere una mano d'aiuto

Le migliaia di pattuglie dei carabinieri, disseminate da Est ad Ovest e da Nord a Sud dell'Agrigentino, hanno accompagnato - di giorno e di notte - la vita di tutte le comunità. I militari dell'Arma hanno assicurato la loro presenza, intervenendo nelle situazioni più grave e drammatiche, ma anche soltanto per un consiglio o per dare conforto. Determinante è stata l'assistenza alle popolazioni colpite da alcuni violenti nubifragi, con centinaia di carabinieri pronti a soccorrere chi era in difficoltà. Ma i carabinieri si sono mobilitati anche per cercare e ritrovare - a Racalmuto, a Ribera, a Raffadali: soltanto per citare alcuni casi - anziani che erano temporaneamente scomparsi. Eclatante è stato l'intervento - realizzato in una manciata di secondi - con il quale i carabinieri hanno posto fine ad una vera e propria segregazione, fatta - secondo l'accusa - dai suoi tutori, ai danni di un trentenne con difficoltà cognitive.   

Emergenza spaccio di droga

I blitz, più o meno grandi, per frenare lo spaccio di "roba" si sono succeduti in maniera sistematica. Oltre 130, appunto, gli spacciatori arrestati sulle principali piazze della movida, ma anche nei pressi degli istituti scolastici. Di fatto, i militari dell'Arma hanno sgominato pericolosi sodalizi criminali che controllavano le zone del centro storico. Ad Agrigento è stata portata a termine l'operazione "Piazza pulita" che solo, negli ultimi giorni, ha avuto - con l'arresto, in via Atenea, un giovane immigrato - l'esordio di quella che sarà "Piazza pulita 2". A Favara è stata invece messa a segno l'operazione "Fortino", a Lampedusa invece il blitz "White beach" e a Licata l'operazione "Capolinea". Queste alcune delle più importanti attività investigative, realizzate dai carabinieri, che hanno permesso ai cittadini di riappropriarsi di parte dei loro centri storici. 

Sfruttamento del lavoro e caporalato

Recente è - era lo scorso novembre - l'operazione denominata "Ponos" con la quale i carabinieri del comando provinciale, assieme ai colleghi del nucleo Ispettorato del lavoro, hanno eseguito 8 fermi di indiziato di delitto disposti dalla Procura della Repubblica di Agrigento a conclusione di un'indagine fra le campagne di Agrigento e Licata. Ma ancora più recente è stato il blitz che ha portato alla denuncia di un datore di lavoro irregolare durante la raccolta delle arance e all'arresto di un extracomunitario destinatario di un ordine di carcerazione. Appena il giorno di Santa Lucia, inoltre, a Raffadali i carabinieri - coordinati dalla Procura di Agrigento - hanno scoperto un altro caso di assoggettamento e sfruttamento lavorativo di un romeno.

Furti di corrente e di acqua

Risale ai primi giorni di ottobre l'operazione "Free water" con la quale a Licata sono state arrestate, in flagranza di reato, 24 persone tutte residenti in due palazzine dello stesso quartiere. Persone che sono state ritenute responsabili della sottrazione di acqua ai danni del gestore pubblico.

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Ma arresti e denunce, per questo genere di reati, sono stati realizzati - con numeri, per ogni singola operazione, meno eclatanti - anche a Favara e a Porto Empedocle. 

L'impegno contro l'inquinamento ambientale

C'è stata - e continua ad esserci - anche la massima attenzione per quanto riguarda ogni forma di inquinamento ambientale. I carabinieri del comando provinciale, quelli del nucleo Operativo ecologico e quelli del Centro Anticrimine Natura, a fine maggio, hanno - nell'ambito dell'operazione "Stop&go" - denunciato 22 persone e proceduto al sequestro di 13 veicoli, elevando 14 mila euro di sanzioni per abbandono di rifiuti. Sequestrata - a Porto Empedocle - una discarica abusiva di circa 1500 metri quadrati. Durante tutto l'anno sono stati oltre 300 gli "abbandonatori seriali" che sono stati pizzicati e sanzionati: la multa è di 600 euro a testa. Decine e decine invece gli immondezzai sequestrati con oltre 100 mila tonnellate di pattume. 

Garantita la salute pubblica 

Oltre 300 le ispezioni realizzate in attività di ristorazione e in strutture sanitarie. Il Nas, i carabinieri del Centro Anticrimine Natura e i militari dell'Arma del comando provinciale hanno contestato oltre 150 infrazioni penali per circa 100 mancanze amministrative. Ben 150 mila euro le sanzioni elevate e oltre 4 le tonnellate di cibi scaduti o mal conservati sequestrate. Emblematico l'ultimo - in ordine di tempo - sequestro realizzato, il giorno di Santa Lucia, in un ovile adibito abusivamente a caseificio a Raffadali.

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Al fianco degli studenti 

Ai carabinieri non è sfuggita l'attenzione al mondo giovanile. Sono stati oltre 8 mila gli studenti incontrati - dai capitani delle compagnie di Agrigento, Sciacca, Licata, Cammarata e Canicattì - in tutta la provincia. I temi affrontati sono stati bullismo, cyberbullismo, droga, guida sicura, violenza di genere, ludopatia e rispetto dell'ambiente.   

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