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La querelle

Agrigento Capitale italiana della cultura, Ecua frena sulla fondazione: "Necessario approfondire lo statuto"

L'università agrigentina, che pure è tra i promotori dell'iniziativa, segna una prima frenata nel percorso di approvazione

Dopo l'approvazione della giunta comunale, lo statuto della fondazione che si dovrà occupare di progetti e gestione dei fondi di Agrigento Capitale italiana della cultura subisce un primo "stop".

Nel pomeriggio di oggi il Cda del Consorzio universitario Ecua ha infatti deciso di non approvare, ma unicamente analizzare e rinviare ad altra data l'eventuale votazione dello strumento.

In particolare, da quanto trapela, il Consorzio vorrebbe chiarimenti rispetto alla possibilità per la fondazione di affidare in modo diretto i ruoli del project manager e dell’executive manager: queste due figure, dice lo statuto, saranno ricoperte "in fase di costituzione e per il primo triennio sono individuati nelle persone che hanno collaborato attivamente per conto dell'associazione MeNo alla stesura del dossier di candidatura", quindi Roberto Albergoni e Margherita Orlando.

Il cda di Cupa, pare, sarebbe pronto anche a chiedere parere all'autorità anticorruzione, prendendo atto che Anac già in passato si era pronunciato sulle fondazioni che gestiscono fondi pubblici. 

Potrebbe comunque trattarsi di una nuova "puntata" del braccio di ferro che ormai da alcune settimana va in scena tra Comune ed Ecua, concretizzatosi con le lettere firmate dal presidente Mangiacavallo al sindaco con le quali si chiedeva ripetutamente chiarezza sul futuro del progetto.

Intanto ad occuparsi di quanto sta avvenendo ad Agrigento è anche la politica regionale, almeno quella fuori dalla Giunta Miccichè. "Occorre maggiore chiarezza e trasparenza che sono sinonimi di legalità - dice il capogruppo Dc Carmelo Pace all'Ars -. C’è da chiedersi perchè è stato deciso di inserire come socio fondatore una associazione privata di recente costituzione, ignorando enti pubblici di rilevanza nazionale che avrebbero pieno titolo per ricoprire questo importante ruolo e perchè non si tenga conto del fondamentale di insostituibile ruolo che dovrebbe essere riconosciuto ai sindaci dei Comuni della provincia molti dei quali avevano già aderito con delibera di giunta alla candidatura di Agrigento. Mi auguro che gli organismi istituzionali che saranno chiamati ad approvare il suddetto Statuto possano apportare modifiche e creare, così, le condizioni per poter affrontare anche se con notevole ritardo una sfida di dimensioni europee"

Ad inviare una lettera agli organisimi di controllo è stato nei giorni scorsi il Codacons. 

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