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E' corsa contro il tempo

Agrigento Capitale della cultura 2025, il dossier: "Attesi 250mila visitatori in più"

Nel documento presentato al Ministero e che ha permesso alla città di aggiudicarsi il titolo si stima una crescita rilevante del turismo: ma come gestire queste persone?

E' di "almeno" 250mila visitatori in più rispetto al 2019 la stima di turisti ad Agrigento in vista di Capitale della cultura 2025.

A tracciarla, nel dosser di candidatura presentato al Ministero della Cultura e giudicato vincitore nel marzo del 2023, sono gli stessi autori del documento che indicano puntualmente le iniziative che saranno realizzate in città tra otto mesi.

In particolare si legge: "Agrigento Capitale Italiana della Cultura mira ad attrarre nel 2025 almeno 250.000 visitatori in più rispetto al 2019, anno pre-covid, di cui almeno 175.000 locali, regionali e nazionali e almeno 75.000 internazionali, con una portata comunicativa di almeno 150.000 persone nell’area del territorio agrigentino, 1,5 milioni di persone in Sicilia; 3 milioni in Italia e 1 milione a livello internazionale".

Un incremento che per quanto appaia individuato senza alcun riferimento al fatto che, anche senza Capitale della cultura, i turisti sono in aumento significativo in città, come testimoniano i numeri della Valle dei templi, porta con se degli interrogativi.

Il primo è: come Agrigento si sta preparando a gestire questo importante (per quanto potenziale) numero di nuovi arrivi? 

Di notizie pubbliche non ve ne sono, anche perché l'attenzione sulla vicenda è stata a lungo assorbita dalle alterne fortune del percorso di formazione della fondazione Agrigento 2025 e sull'aspetto culturale e turistico, senza però nessun ragionamento concreto su aspetti come la viabilità o i servizi.

Che questa sia una preoccupazione concreta l'ha detto durante il Consiglio comunale dei giorni scorsi lo stesso sindaco Franco Micciché, quando ha parlato di "uffici fermi" rispetto a numerose emergenze. Ad oggi, per citare un fatto come tanti, la città non può contare ancora su dei bagni pubblici da mettere a disposizione dei visitatori. E se consideriamo i tempi burocratici, sette mesi appaiono davvero come un battito di ciglia.

Poi ci sono gli aspetti promozionali e comunicativi: ad oggi nulla è partito e, come già raccontato in passato, la fondazione non dispone nemmeno di canali social "ufficiali" né di una struttura che dovrebbe svolgere questa attività.

Del resto, c'è tempo. 

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