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Domenica, 23 Giugno 2024
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Capitale della Cultura 2025, tutto fermo o quasi ad un anno e mezzo dalla "grande data"

Non è ancora finita la sbornia dopo la vittoria dei mesi scorsi: solo il prossimo 15 luglio i primi atti per creare una fondazione

Si usa dire: fatta la festa, gabbato lo Santo. Per Agrigento Capitale della Cultura 2025 si potrebbe dire: finiti i comunicati stampa di soddisfazione, chiusa la partita con un progetto che, in realtà, ha bisogno di un livello di attività che ad oggi sembrerebbe mancare.

Sono infatti sostanzialmente ferme le attività di programmazione e progettazione necessarie per iniziare, dal primo gennaio del 2025 con il fittissimo calendario di eventi previsti. Sì, nelle scorse settimane il sindaco Franco Micciché e l'assessore Costantino Ciulla sono stati a Roma ad un evento di formazione specificatamente dedicato alle città vincitrici, ma da quella missione sono tornati con, forse, tante belle idee, ma poche cose concrete.

Il primo atto - necessario, urgente, indifferibile -, inserito nel dossier, si metterà sul tavolo solo nei prossimi giorni: il 15 luglio l'assemblea dei soci del Consorzio universitario si riunirà per discutere, tra i vari punti, anche della costituzione di una fondazione che sarà poi il "motore" del progetto Capitale della Cultura. Questo soprattutto per gestire i fondi (in larga parte privati) che permetteranno di iniziare a programmare e progettare.

Un passaggio, appunto, che arriva con grosso ritardo rispetto ad una ipotetica tabella di marcia (la proclamazione, si ricorderà, è di metà aprile scorso) e che richiederà tempo per essere completato: lo statuto dovrà infatti essere approvato dai Consigli comunali di Agrigento e Lampedusa, cui giungerà dopo un passaggio dalle commissioni e dagli organismi necessari per i pareri. Se si considera che tutto questo non potrà avvenire prima di settembre l'esecutività della fondazione potrebbe dover attendere almeno gennaio 2024, quindi esattamente ad un anno dall'inizio dei festeggiamenti.

Troppo stretto il termine, anche perché ci sono dei problemi operativi da affrontare come, ad esempio, quello economico: il famoso milione di euro attribuito come "premio" dal Governo non arriveranno immediatamente. Per aver un'idea, pare che a Palermo i soldi siano giunti dopo 3 anni. Bisognerà quindi anticipare le risorse necessarie e, per farlo, oltre alla disponibilità "cash" si dovrà avere margine da un punto di vista amministrativo. Per intenderci, il Comune di Agrigento dovrà avere bilanci approvati e conti in ordine.

C'è poi un altro tema che si interseca a quello di Capitale della cultura, ed è la scadenza naturale del mandato del Cda di Cupa, che, curiosamente, scatterà proprio il 15 luglio. Poi inizierà una fase di proroga tecnica fintanto che la Regione non deciderà se confermare l'attuale presidente (il vicepresidente spetta al Comune) o se ne sceglierà un altro, come si vocifera con insistenza. Certo è che con le governance di tutti i consorzi universitari siciliani ormai scadute e in proroga da anni la partita diventa tutta politica e su base siciliana. 

Un altro tassello da mettere al suo posto in gran fretta: gli occhi dell'Italia intera sono e saranno su Agrigento.

  

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