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Palazzo dei giganti

Agrigento Capitale della cultura italiana 2025, arriva un nuovo stop per lo statuto della fondazione

La commissione bilancio ha evidenziato una serie di criticità, rilevandole dalla relazione dei revisori dei conti, e annuncia la volontà di modificare il testo

Dopo il parere negativo dei revisori dei conti sulla bozza di statuto della fondazione che dovrà gestire (o avrebbe dovuto farlo) i fondi e gli eventi per Capitale della Cultura, arriva un nuovo "stop". A manifestare i propri dubbi e a preannunciare una specifica richiesta di modifica del testo è stata infatti la commissione IV Bilancio. Una delle strutture in cui in realtà l'amministrazione comunale dovrebbe godere di una rigida maggioranza.

La commissione, letto il parere dei revisori, punta il dito sempre sull'associazione "MeNo" e sul ruolo attribuito di socio fondatore della Fondazione nonostante, dicano i consiglieri, la stessa abbia solamente "incassato le somme destinate alla progettazione dal Comune di Agrigento, così come concordato", escludendo quindi la fattispecie prevista per casi come questi, cioè di particolari meriti riconosciti. I consiglieri rilevano inoltre che il costituendo ente "non potrebbe conferire ai soci fondatori incarichi in quanto questo costituirebbe una violazione delle norme in materia di incompatibilità, ed ancor prima costituisce una questione di opportunità". Il riferimento è alle figure di direttore generale, project manager e dell'executive manager che come noto saranno individuate direttamente nello statuto "senza apposito bando pubblico costituisce una evidente violazione del codice degli appalti cui è assoggettata la fondazione quale organismo di diritto pubblico".

"La commissione - continua il verbale - nutre fortissime perplessità in ordine alla copertura finanziaria e alle disponibilità immediata delle somme necessarie per dare avvio al progetto, che non possono essere costituite dalla tassa di soggiorno. Pertanto, alla luce di quanto sopraesposto, la commissione si riserva di proporre un apposito atto di indirizzo nella prossima seduta di commissione".

E se sembra essersi palesemente ammorbidita la linea di Ecua, con l'uscente presidente Mangiacavallo che parrebbe aver messo da parte i dubbi sullo statuto per scegliere una linea più "friendly" con il sindaco, proprio nei giorni scorsi, durante il contestato evento al teatro "Pirandello" si sarebbe consumato un nuovo strappo tra l'Amministrazione e l'area del deputato Lillo Pisano. Quest'ultimo, infatti, nonostante fosse l'unico parlamentare presente, non è stato né citato né invitato sul palco. Una scelta del primo cittadino che ha spinto l'ex Fdi a lasciare la sala in polemica.

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