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Cronaca

"Non dimentichiamo Bertino Parisi"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Sono già trascorsi cinque anni da quel 29 novembre allorquando Bertino Parisi lasciava questa terra in punta di piedi e con il cappello in mano, quasi a volersi scusare con parenti ed amici, quelli “ veri “, per il disturbo che arrecava loro con la sua improvvisa scomparsa. Era così passato, come siamo soliti dire in questi casi, a miglior vita. Ne aveva proprio bisogno ! Negli ultimi anni della sua esistenza terrena, infatti, il suo non è stato per niente un bel vivere. Tornato nella sua città dopo avere vissuto una esperienza esaltante fatta di cinema, teatro e televisione, per tutta una serie di vicissitudini  di varia natura, è costretto a vivere ormai malandato in salute con un reddito mensile di appena 480 euro, tanto da dichiarare in una intervista concessa a una emittente locale di sentirsi un “ condannato a morte “.

Nei cinque anni trascorsi nessuno si è ricordato di lui all’infuori degli Exallievi di Don Bosco i quali, memori del fatto che Bertino era un figlio di Don Bosco, lo hanno ricordato come uomo, artista ed Exallievo due anni fa al Collegio dei Filippini e con loro lo hanno fatto Giusy Carreca, Lillo Argento, Giovanni Sardone, Giovanni Moscato, Nino Bellomo, Pippo Flora, Angelo Errore, Matteo Collura e Michele Guardì attraverso le loro appassionate testimonianze. Ma chi era Bertino Parisi,

Da ragazzo esordisce sul palcoscenico del Gioeni interpretando “ Stifanuzzu “ il pastorello allegro e scanzonato inventato da Mons. Giovanni Castagnolo, l’Autore del dramma sacro “ La Pastorale “. Negli anni ’60 con Enzo Di Pisa, Michele Guardì, Giusy Carreca, Enzo Iacoponelli e Pippo Flora fonda il Teatro Cabaret “ Il Punicipio “. Più avanti con Pippo Montalbano e Giovanni Sardone fonda il “ Piccolo Teatro Pirandelliano “ e successivamente la “ Settimana Pirandelliana “. Con la grande ec indimenticabile Lea Padovani porta in tournèe per l’Italia “ Lazzaro “ di Luigi Pirandello. Approda, poi, al piccolo schermo in “ I fatti vostri “ e “ Piazza Grande “ le fortunate trasmissioni televisive di Michele Guardì facendosi conoscere ed apprezzare dal vasto pubblico televisivo per  la sua spontanea comicità e il suo spic cato senso dell’umorismo, mai sopra le righe.

Di Bertino Parisi ha detto Matteo Collura: “Con quel suo atteggiare il viso e le spalle al modo di Totò, si muoveva con la consumata esperienza  del comico  da avanspettacolo“. Ed ancora: “In lui si coniugavano la saggezza di un vecchio sapiente e il persistente candore di un bambino“. Tutto questo in sintesi il percorso umano ed  artistico di Bertino Parisi, purtroppo anzitempo dimenticato dalla sua città a cui tanto ha dato come artista.  A cinque anni dalla sua scomparsa, non pare azzardato auspicare che la municipalità agrigentina e il mondo artistico cittadino trovino tempi e modi appropriati per rendere il giusto tributo a questo originale figlio della nostra terra !

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