Cronaca

Il crack del gruppo Burgio, nuovo rinvio a giudizio per l'imprenditore

Dopo la condanna per bancarotta, ci sarà un altro processo per il 56enne al centro di un gruppo di imprese che operava nella distribuzione alimentare

Dopo l'arresto e la condanna a 8 anni per bancarotta fraudolenta, l'imprenditore Giuseppe Burgio, 56 anni, finisce ancora a processo nell'ambito dell'inchiesta bis sul più grande crack degli ultimi dieci anni dell'Agrigentino riferito a un gruppo di aziende che operano nel campo della distribuzione alimentare. Il giudice dell'udienza preliminare Alfonso Pinto ha deciso il rinvio a giudizio per le restanti due accuse che gli si contestano.

Il pubblico ministero Alessandra Russo aveva chiesto, in tutto, venti rinvii a giudizio nell'inchiesta bis sul crack delle imprese del gruppo, operante nella grande distribuzione alimentare, riconducibile all'imprenditore già condannato a 8 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta con l'accusa, in particolare, di avere fatto sparire un patrimonio di circa 50 milioni di euro facendoli transitare da un'impresa all'altra.

Lo stesso Burgio è imputato in uno stralcio a parte anche in questo nuovo filone dell'inchiesta dove gli si contestano alcune violazioni della normativa finanziaria. L'uomo d'affari, tuttora agli arresti domiciliari, in particolare, nella qualità di presidente di amministrazione della Ingross, avrebbe omesso di versare circa 231 mila euro all'erario per il 2012.

Analoga accusa relativa alla gestione della Gestal, di cui, nel 2012 era amministratore unico e - sostiene l'accusa - avrebbe omesso di versare 308 mila euro all'erario. Il dibattimento, davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, nel quale sarà difeso dall'avvocato Carmelita Danile, inizierà il 22 febbraio. 
 

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