Il crack milionario del gruppo Burgio, via libera dal giudice a tutte le parti civili

Ammesse le richieste di costituzione in giudizio di ex soci e dipendenti, la difesa: "Capo di imputazione nullo, processo da rifare"

Foto archivio

Ex soci e dipendenti sono stati ammessi come parti civili e potranno partecipare al processo attraverso i propri legali e chiedere i danni agli imputati in caso di condanna. L’inchiesta sulla più grossa bancarotta fraudolenta degli ultimi dieci anni nell’Agrigentino, a distanza di tre anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, decolla.

Il giudice Alfonso Pinto ha sciolto la riserva e ha ammesso la richiesta. Il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiesto venti rinvii a giudizio nell'inchiesta bis sul crack delle imprese del gruppo, operante nella grande distribuzione alimentare, riconducibile all'imprenditore Giuseppe Burgio, 55 anni, già condannato a 8 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta con l'accusa, in particolare, di avere fatto sparire un patrimonio di circa 50 milioni di euro facendoli transitare da un'impresa all'altra.

Lo stesso Burgio è imputato in uno stralcio a parte anche in questo nuovo filone dell'inchiesta dove gli si contestano alcune violazioni della normativa finanziaria. In questa indagine bis, sono imputati diciannove professionisti fra componenti del collegio sindacale, liquidatori, consiglieri di amministrazione e funzionari di banca accusati di avere agevolato il dissesto con omissioni e sottrazione dei beni. 

Sul banco degli imputati siedono: Antonio Oddo, 60 anni, di Favara, consigliere di amministrazione della Ingross; Antonio Listo, 36 anni, di Agrigento, che si è alternato col primo nell’incarico fra il 2004 e il 2011; Calogero Burgio, 67 anni, di Porto Empedocle, presidente del collegio sindacale della Ingross a più riprese; Antonio Martoriello, 54 anni, di San Cataldo, componente del collegio sindacale della stessa azienda; Enzo Penna, 76 anni, di Agrigento, nella stessa qualità di Martoriello; Salvatore Rizzo, 70 anni, di Agrigento, presidente per dieci mesi del collegio sindacale del Centro di distribuzione alimentare; Costantino Verbari, 60 anni, di Agrigento; componente del collegio sindacale della Ingross; Francesca Burgio, 60 anni, di Agrigento, componente per due anni e mezzo del collegio sindacale della Ingross; Angelo Nicastro, 58 anni, di Agrigento, anche lui con la stessa carica; Rosario Giordano, 46 anni, di Gela, liquidatore della Ingross; Tiziana Ragusa, 47 anni, di Gela, con lo stesso incarico di Giordano; Corrado Listo, 70 anni, di Agrigento, consigliere di amministrazione del Centro distribuzione alimentare; Ciro Sansone, 75 anni, di Agrigento, presidente del collegio sindacale del Cda; Leira Sansone, 49 anni, componente del collegio sindacale del Cda; Luigi Gentile, 60 anni, ex assessore regionale, imputato nella qualità di componente del collegio sindacale del Cda; Marcello Villa, 63 anni, dirigente di Restructuring. Completano la lista tre dirigenti di Unicredit: Pasquale Pinio, 52 anni, di Palermo; Salvatore Malandrino, 58 anni, di Siracusa e Giovanni Previte, 68 anni, di Palermo. 

Dopo l'ammissione delle parti civili, il giudice ha dato la parola ai difensori degli imputati che hanno chiesto di dichiarare nullo il capo di imputazione "perchè generico e indeterminato". L'avvocato Giuseppe Sodano, difensore di Verbari, ha sostenuto, inoltre, che ci sarebbero delle irregolarità procedurali nella formazione del fascicolo. L'udienza è stata aggiornata al 18 gennaio. 

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