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Cronaca

Servizio idrico, i Comuni "ribelli" chiamati a rapporto all'Ati

Oggi giornata di incontri tecnici con coloro che non hanno consegnato gli impianti o vogliono gestire in proprio per valutare la presenza dei requisiti di legge

Servizio idrico, l'Ati "riceve" i comuni ribelli per iniziare a valutare la loro richiesta di mantenimento della gestione diretta o, in alcuni casi, per concederla a chi è tra i "consegnatari" ma vuole tentare una via solitaria.

A partire da stamattina e per tutta la giornata gli uffici dell'ex Ato si confronteranno con le amministrazioni comunali e gli uffici tecnici attendendo da loro delle relazioni di accompagnamento - e giustificazione - delle richieste di gestione del servizio idrico ai sensi dell’articolo 147 della legge regionale sull’acqua del 2015.

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Questo prevede, come noto, che i comuni che gestivano già in proprio potevano continuare a farlo a patto del rispetto di 4 condizioni, tra le quali ricadere dentro un parco naturalistico (condizione che rispettano letteralmente solo 6 centri su 16), il possesso di “fonti di pregio”, l’applicare un sistema di pagamento dell’acqua a contatore (quindi niente forfait) e avere dei sistemi di depurazione pienamente efficienti (e anche in questo caso sono pochi quelli che lo possono certificare).

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Tutto deve essere messo nero su bianco e trasferito appunto agli uffici dell'Ambito, i quali avranno poi da valutare le segnalazioni fatte e respingere o accogliere le proposte. Nel secondo caso, evidentemente, si dovrebbe poi agire per recuperare gli impianti e le risorse gestite in modo diretto, come del resto più volte auspicato dagli stessi commissari prefettizi che oggi guidano la Girgenti Acque.

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