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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Assemblea territoriale idrica, i Comuni "ribelli" hanno 15 giorni per scegliere

Dopo tanti rinvii e tentennamenti il direttivo dell'Ati traccia tempi certi per scegliere forma di gestione e struttura dell'Ambito

Ati, dopo polemiche fratricide e rinvii sembra che qualcosa si stia iniziando a definire. Decisiva è stata nei giorni scorsi una riunione del direttivo che ha appunto individuato alcune scadenze  a brevissimo termine. Al primo posto la creazione degli statuti sia della Spa a capitale pubblico che della società consortile che dovrebbero servire (o una, o l'altra ovviamente) alla nuova forma di gestione post Girgenti acque. Poi si passerà al piano d’ambito e poi al piano finanziario. Agli uffici è stata indicata come data il prossimo 3 giugno per consegnare al direttivo le proposte da sottoporre a specifica valutazione. Entro il 6 il direttivo si riunirà per decidere. 

Altro nodo importantissimo tra quelli affrontati, la questione annosa dei comuni “ribelli” o più semplicemente “non consegnatari”, che stanno adesso chiedendo di poter sfruttare quanto previsto dall’articolo 147 del codice unico ambientale per poter gestire in modo autonomo le risorse idriche e le strutture relative. Si è dato infatti un vero “ultimatum” di 15 giorni a tutti per fornire una lunga lista di documenti che certifichino il possesso dei requisiti di legge. Una scriminante che potrebbe lasciare fuori quasi tutti i comuni che hanno fatto richiesta.

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