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(foto ARCHIVIO)

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Ospedali, l'Asp cerca 32 ausiliari specializzati e 10 infermieri

Il personale serve per far fronte alle carenze di organico e per assicurare la continuità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie

La commissione esaminatrice per formulare la graduatoria per incarichi e supplenze a tempo determinato già c’è. L’Asp 1 di Agrigento – con il commissario straordinario Giorgio Giulio Santonocito e con i direttori amministrativo e sanitario, rispettivamente Francesco Paolo Tronca e Silvio Lo Bosco – ha dato il via al conferimento di ben 32 incarichi per ausiliari specializzati. Si tratta di lavoratori che serviranno a sopperire la mancanza di personale. Una carenza spesso drammatica, conseguenza anche del blocco delle assunzioni a tempo indeterminato – stabilito dall’assessorato regionale alla Salute - per la copertura dei posti vacanti in dotazione organica. Perché nell’Agrigentino, nei diversi presidi ospedalieri, non mancano soltanto i dirigenti medici, ma appunto anche gli ausiliari specializzati e gli infermieri.  

L’azienda sanitaria provinciale ha, fino ad ora, conferito incarichi trimestrali di ausiliario specializzato, utilizzando la graduatoria dell’aprile del 2014. Serve però, adesso, conferire complessivamente 32 incarichi - della durata di tre mesi – perché 30 lavoratori sono in scadenza e due non risultavano essere previsti. Nello specifico, gli ausiliari specializzati servono e verranno assunti, 9 all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì, 10 al “San Giacomo d’Altopasso” di Licata, uno al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, 3 all’ospedale di Ribera, 1 al Dsm di Agrigento e 6 all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

L’azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha inoltre autorizzato il conferimento di tre incarichi a tempo determinato e 7 supplenze di Cps infermiere. Due infermieri, nello specifico, servono al presidio di guardia medica infermieristica per la casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento. E servono per assicurare la continuità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie. Un infermiere serve al Csm di Canicattì visto che l’infermiere di ruolo è andato in pensione e c’è, inoltre, da coprire – con una supplenza – l’aspettativa di congedo straordinario per un altro infermiere. Inoltre, il direttore sanitario del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio”, Antonello Seminerio, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di ben 6 supplenze perché ci sono infermieri malati che lo saranno per almeno 45 giorni. Ed ancora, serve un infermiera a Lungodenza per sostituire l’infermiera professionale assente. Di fatto, l’Asp non riesce ad effettuare la normale turnazione con gli infermieri presenti nei vari presidi Agrigentini e quindi c’è il rischio che non possano essere garantiti i necessari standard sanitari.

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