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Gaetano Aronica

Gaetano Aronica

Il teatro ai tempi del Coronavirus, Aronica: "Niente streaming, ma dobbiamo ripensare tutto"

Il presidente della fondazione "Pirandello" non crede nella possibilità di ricorrere all'informatizzazione, ma non nasconde le preoccupazioni per le sorti del comparto


Niente teatro in streaming: non è una soluzione che, sul lungo periodo, può salvare il comparto. E' certo il presidente della Fondazione Teatro Pirandello, Gaetano Aronica, nel respingere l’idea che il futuro sia, in tempi di Coronavirus, quello appunto dell’eliminazione del pubblico, come qualcuno ha ipotizzato e in alcuni casi iniziato a fare.

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“Siamo pronti a ricominciare quando lo Stato ce lo consentirà, garantendo tutte le condizioni di sicurezza che si riterranno necessarie – dice Aronica -. Penso, ad esempio, al potenziamento delle distanze interpersonali tra gli spettatori rendendo inutilizzabile un sedile ogni due, alla sanificazione dei locali e dei filtri per gli impianti di areazione. Il ricorso alla digitalizzazione, preziosissimo in questo momento, anche per la formazione, la comunicazione e gli stessi eventi da presentare, è sicuramente una grande risorsa sulla quale abbandonare ogni pregiudizio, ma certo non potrà risolvere il problema a lungo termine poiché il teatro dovrà impegnarsi, come il resto delle attività umane, a trovare nuove strade per reinventarsi. Certamente, non ha senso investire anche in termini di apparecchiature per puntare sul digitale. Tra l’altro – continua – come risolvere i rischi per gli attori? Come si garantirebbe il distanziamento sociale tra di loro?".

Aronica ha anche espresso preoccupazione per il futuro di molti lavoratori del comparto. "Siamo tutti partite iva, lavoratori non dipendenti, con contratti a prestazione - spiega -. Certamente c’è già chi sta iniziando ad accusare la crisi e se lo stop dovesse durare ancora un paio di mesi, le conseguenze potranno essere drammatiche”.

La stagione del Pirandello, come noto, è rinviata al prossimo autunno.

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