I difensori di Giuseppe Arnone: "Nessuna richiesta estorsiva"

Nella memoria, di 11 cartelle, presentata al Gip, i legali Faro e Danile sostengono che "l'incontro con la Picone è avvenuto soltanto per fini di natura professionale"

L'avvocato Giuseppe Arnone

E’ contenuta in 11 cartelle la memoria difensiva degli avvocati Arnaldo Faro e Carmelita Danile, legali di Giuseppe Arnone, depositata stamani in occasione dell’udienza davanti al Gip Francesco Provenzano per decidere circa la convalida, o meno, dell’arresto dell’avvocato agrigentino, arrestato lo scorso sabato dalla Squadra Mobile con l’accusa di estorsione nei confronti dell’avvocato Francesca Picone.

Secondo i legali di Arnone “la minaccia estorsiva individuata nella pressione mediatica esercitata o esercitabile dall’avvocato Arnone è smentita dalla corrispondenza per pec intercorsa tra le parti”.

LEGGI ANCHE: IL PROCURATORE: "HA AGITO SENZA ESPRESSO MANDATO DELLA PARTE RAPPRESENTATA"

Secondo la difesa “è assente, per il fine di configurare l’estorsione, la illiceità del profitto. Fu nella sede degli incontri che fu determinata la somma da risarcirsi. Gli altri incontri furono rivolti alla determinazione del quantum risarcitorio di spettanza della cliente dell’avvocato Arnone”. Secondo gli avvocati Faro e Danile, dunque, “è certo che Arnone si determinò ad incontrare la Picone esclusivamente per fini di natura professionale, nell’interesse della propria cliente, da cui aveva in tal senso avuto il mandato”. Mandato che è stato allegato agli atti della memoria difensiva. “Appare dunque assolutamente chiaro – concludono i legali dell’indagato - che le richieste fin qui formulate dall’avvocato Arnone non erano certamente funzionali a estorcere denaro all’avvocato Picone, dal momento che egli chiedeva, non per se ma per altri. Ed è in proiezione di tale attività che il 30 ottobre 2016, con pec, Arnone trasmetteva la bozza dell’accordo modificato. Arnone precisava, tra l’altro, che le somme a lui accreditate a titolo di onorario saranno fatturate”.

LEGGI ANCHE: QUANDO GIUSEPPE ARNONE FU SINDACO PER UNA NOTTE

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio, è diretta dai pm Carlo Cinque ed Alessandro Macaluso i quali, stamani nel corso dell’udienza davanti al Gip, hanno chiesto la convalida dell’arresto e l’emissione di un’ordinanza di arresti domiciliari. Il gip Provenzano scioglierà la riserva tra stasera e domattina.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Le rubano i documenti e non riesce a partire, l’appello di una madre: "Mia figlia è bloccata a Valencia"

  • L'asfalto cede ed il camion sprofonda, paura al Villaggio Mosè: intervengono i vigili del fuoco

  • "Aggredita e derubata da tre minori", 50enne lotta tra la vita e la morte

  • "Sporcaccione, non si buttano qui i rifiuti": scoppia la lite fra due uomini e accorre la polizia

  • Neonato muore dopo 2 giorni dalla nascita, Procura apre un'inchiesta

  • Trova portafogli e lo porta in Questura, 70enne non sapeva d'averlo perso: rintracciato

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento