Addebitati 760 euro senza averli mai spesi: 30enne presenta denuncia

L'agrigentina è solo l'ultima vittima di una frode informatica. Urzì: "Credo che sia tempo per sollecitare banche, poste e gestori di servizi finanziari a potenziare le difese informatiche perché, al di là degli importi, il problema sta assumendo dimensioni preoccupanti"

(foto ARCHIVIO)

S’è vista addebitare ben 760 euro senza averli mai spesi. Vittima di quella che è stata una nuova – l’ennesima per l’Agrigentino – frode informatica è stata un’agrigentina trentenne. Una ragazza che ha già formalizzato denuncia, a carico di ignoti, alla Questura. La giovane, pare, che nei giorni precedenti avesse effettuato degli acquisti online. Ma tutto era andato, di fatto, a buon fine: senza intoppi, né sottrazione di denaro. Poi, l’amara scoperta. Qualcuno – senza lasciare tracce – s’è appropriato di ben 760 euro in un’unica soluzione. I poliziotti della sezione Volanti hanno già inoltrato l’incartamento ai colleghi della Postale di Palermo. A loro spetterà avviare le indagini per provare ad identificare la persona che ha messo a segno la frode informatica. Un reato che risulta essere in crescendo praticamente in tutta la penisola. Ma che, nell’Agrigentino, sta raggiungendo – senza alcuna sosta - proporzioni importanti.

Ormai il fenomeno della digitalizzazione è sempre più massiccio e diffuso e, complice anche la pandemia Covid-19 e il conseguente desiderio di “maneggiare” meno contante, la crescita del commercio elettronico, ha allargato la fascia di utenza che ricorre a mezzi di pagamento virtuali. Banca via web, carte di credito e di debito, mobile banking e uso di applicazioni sempre più sofisticate sullo smartphone stanno prendendo campo anche in una “fascia” di clientela che prima guardava con ritrosia a questi mezzi di pagamento. A preoccupare sono anche i recenti episodi registrati – in tutta l’isola - da gennaio ad oggi che presentano un pericoloso e strano picco nell’agrigentino.

“Già da gennaio si sono registrate alcune denunce alla Questura di Agrigento – ha dichiarato Gabriele Urzì, segretario provinciale Fabi Palermo e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo – . Al di là della sempre possibile disattenzione di una parte limitata di utenza, credo che sia tempo per sollecitare banche, poste e gestori di servizi finanziari a potenziare le difese informatiche perché, al di là degli importi, il problema sta assumendo dimensioni preoccupanti - ha aggiunto - . Da tempo la Fabi di Palermo denuncia una forte diffusione delle frodi informatiche che non conosce soste e colpisce sempre più i clienti delle banche, - ha spiegato il sindacalista - soprattutto gli utilizzatori di mezzi di pagamento elettronici e di mobile banking accessibili ormai anche tramite App, tanto comode quanto, a volte, inconsapevolmente insidiose”. 

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