Tettoie, manufatti e pilastri: tre nuovi casi di abusivismo, firmate le diffide

Dal Comune sono stato concessi 30 o 90 giorni per ripristinare, a proprie spese, i luoghi. In caso contrario, lo farà l'ente

C’è chi ha realizzato un manufatto di legno di 16 metri quadrati sul terrazzo, chi ha fatto costruire pilastri e travi sul lastrico solare della seconda elevazione di un’abitazione e chi – in una casa popolare – ha fatto realizzare, su area comunale, una piattaforma di calcestruzzo con pilastri in conci di tufo e una tettoia. Tre i nuovi casi di abusivismo edilizio che si sono registrati ad Agrigento. Per ognuno è stata già firmata la diffida alla rimozione e la messa in pristino.

Agrigento, “capitale” dell’abusivismo edilizio, negli ultimi tempi ha fatto registrare una conclamata inversione di tendenza: gli abusi edilizi sono sempre più piccoli. Le ordinanze di demolizione, firmate dai responsabili di palazzo dei Giganti, riguardano per la maggior parte opere interne, balconi, tettoie, mansarde o verande. Ogni tanto però – raramente – spunta anche qualche fabbricato. A condurre sul campo quella che è un’autentica “guerra” ci sono anche gli agenti della polizia municipale, della squadra Antiabusivismo nello specifico.

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Al cittadino che ha fatto realizzare – alle spalle della casa popolare occupata – una piattaforma in calcestruzzo e una tettoia di 16 metri costituita da struttura portante in pilastri in conci di tufo, il dirigente del quinto settore di palazzo dei Giganti, Francesco Vitellaro, ha dato 30 giorni per “rimuovere, a propria cura e spese, le opere abusive realizzate e per ripristinare lo stato dei luoghi. In difetto – ha avvertito – si provvederà a norma di legge”. Ad effettuare la verifica, alla scadenza del termine prefissato, sarà la squadra Edilizia della polizia municipale. Proprio i vigili urbani dovranno verificare se il destinatario della diffida ha ottemperato o meno. Stesso termine – 30 giorni – che è stato dato anche a chi ha realizzato, in zona sottoposta a vincolo sismico, in un immobile composto da tre elevazioni fuori terra, “una struttura di uguale dimensione in pianta, sul lastrico solare della seconda elevazione, costituita da pilastri e travi di ferro con una copertura a falda spiovente in pannelli coibentati”. Il tutto sempre, ed è appunto un caso di abusivo edilizio, senza alcun titolo abilitativo del Comune e del Genio civile. In questo caso si dovrà procedere a demolizione e ripristino. Il funzionario comunale ha avvertito che “nel caso di opere sottoposte a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, dovrà essere chiesto il dissequestro al giudice penale prima della demolizione”. Sono stati concessi, invece, 90 giorni per rimuovere le opere abusivamente realizzate, ossia un manufatto in legno di 16 metri quadrati, per un’altezza di 2,50 metri, su di un terrazzo di pertinenza di un primo piano. Un manufatto che ha una copertura in pvc”. Anche in questo caso, qualora opera posta sotto sequestro dovrà essere preventivamente richiesto il dissequestro e poi, appunto, si potrà procedere alla demolizione disposta dal Comune.

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