Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

"Agrigento 2020", il rammarico di Firetto: "Ci abbiamo creduto sino all'ultimo"

Il sindaco parla dopo la sconfitta: "Durante la mia audizione ho detto che mi auguravo che ogni scelta fosse basata sul dossier e non su 'ragioni' di ordine geografico"

"Non nascondo che ci abbiamo creduto sino all'ultimo. Ci è stato riconosciuto il tentativo di riscatto. Le parole delle commissione sono state chiare. Abbiamo portato un messaggio di positività e rinascita. Ha comunque vinto l'orgoglio ritrovato, l'orgoglio di essere agrigentini. Andremo avanti, da soli, per quanto abbiamo pensato e pianificato per il 2020, anno dei 2.600 anni dalla nascita della città. Speravamo potesse accadere nonostante il piccolo 'handicap' della nostra candidatura che arrivava dopo il riconoscimento di Palermo quale Capitale italiana della cultura 2018. Mi inchino a ogni decisione, durante la mia audizione ho detto che mi auguravo che ogni scelta fosse basata sul dossier e non su 'ragioni' di ordine geografico". A parlare, non nascondendo la delusione, è Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, tra le città finaliste della Capitale italiana della cultura 2020 dopo la designazione di Parma. La vincitrice, designata dalla Giuria presieduta da Stefano Baia Curioni, è stata annunciata oggi dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Domani alle 11 nell'ex Collegio dei Filippini il primo cittadino di Agrigento terrà una conferenza stampa.

Il sogno si ferma a Parma, Agrigento non sarà la Capitale della cultura 2020

"Il nostro dossier era di grande livello e questo ci è stato riconosciuto - assicura il sindaco - . Abbiamo avviato un percorso e il lavoro fatto non sarà disperso. Ormai si è innescato un cambiamento irreversibile. La città è rinata, c'è una vivacità da mettere a sistema e l'immagine di Agrigento, come metafora della Sicilia intera, è cambiata nel racconto del resto d'Italia". Il livello di "fascino" della città è testimoniato dai numeri in crescita delle presenze nella Valle dei Templi. "Nel 2017 abbiamo registrato un +24 per cento e al 31 gennaio di quest'anno un incremento del 29 per cento - spiega Firetto -. Abbiamo già il tutto esaurito per il 'Mandorlo in fiore', è un momento straordinario per Agrigento".

L'amarezza dopo la sconfitta: "Gli agrigentini hanno già vinto"

Sicuramente la designazione di Capitale della cultura 2020 sarebbe stato "un bel messaggio" anche sul fronte del dialogo e dell'integrazione. "Potevamo meritare questo riconoscimento - dice Firetto - perché siamo il primo punto di approdo del Paese e un esempio di accoglienza e integrazione in un momento difficile per il Paese". Restano i ringraziamenti. "A chi ci ha creduto fino alla fine - conclude - e alla oltre 100 personalità del mondo della teatro, dell'arte e della cultura che hanno fatto il proprio endorsement per la città".

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