San Paulo e Miami per diventare grande, l'agrigentino Giovanni Alongi: "Via per realizzare i miei sogni"

Un riconoscimento ambizioso, è lui il migliore medico del mondo. Ha un camice bianco ed un passaporto pieno d'esperienza

Giovanni Alongi

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Da bambini si fanno sogni grandi, qualcuno conta di diventare un astronauta, qualche altro di diventare il miglior medico del mondo. A volte i sogni svaniscono, oppure cambiano aspetto. Altre volte i sogni diventano desideri e poi obiettivi, ed alla fine si realizzano. E’ la storia di Giovanni Alongi, cresciuto all’ombra del liceo “Leonardo” che da piccolo sognava di fare il medico, da grande è diventato il dottor Alongi. Si, una qualifica che adesso porta in alto e che accosta a quella del papà. Giovanni 32enne agrigentino non si è posto limiti, ha viaggiato in ogni dove ed ha portato a casa un riconoscimento ambizioso: è lui il migliore medico del mondo nel campo della flebologia. E’ Giovanni il nostro volto della settimana. Andato via da Agrigento per poi tornare nella sua Sicilia. Ha un camice bianco, un sorriso che rassicura i pazienti e la tenacia di un agrigentino che ce l'ha fatta. La sua agenda è fitta di impegni ed il suo passaporto pieno di tappe importanti. 

Raccontaci la tua storia

I miei genitori sono dei medici, avevo due scelte: odiare la medicina oppure innamoramene perdutamente. Ho scelto la seconda opzione. Ho studiato all’estero, sono stato in centri di eccellenza come l’Incor e l’Hcor a San Paulo, in Brasile. Poi sono stato anche a Miami, in America. Ho avuto modo di imparare tanto, apprendendo tecniche davvero all’avanguardia. Poi sono tornato in Italia e nel 2014 sono presidente della Onlus prevencardio. Adesso sono un medico angiologo e cardiologo specializzato nella diagnosi e trattamento delle patologie venose. Perché ho scelto questo campo? E’ un settore che mi ha affascina. La scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare presenta al suo interno, oltre la cardiologia, anche la vecchia scuola di angiologia che è stata da sempre la mia grande passione”.

Sei stato il miglior medico del mondo, ti aspettava questo riconoscimento?

“Assolutamente no. Vi racconto un piccolo aneddoto, eravamo in tantissimi per questa premiazione. Io non mi aspettavo d’essere tra i prescelti. Tant’è che sono andato a quel congresso anche senza cravatta. Quando ho sentito il mio nome proprio non mi aspettavo, ovviamente ci speravamo. E’ stato un momento unico a tratti imbarazzante. Mi hanno chiamato al centro della sala ed una sartoria americana ha preso le mie misure per un vestito sartoriale. Finito il congresso ho subito avvisato i miei genitori ed anche gli amici più cari. Io alla mia famiglia devo tanto”.

Cosa ti ha spinto a lasciare Agrigento?

“Volevo approfondire i miei studi. La mia facoltà in città non era presente e quindi sono dovuto andare via. Non è stato facile. Agrigento è una città unica. Il mare, il sole e gli affetti speciali, sono cose che ti porti dentro ovunque tu vada”.

Sogni di tornare?

“Io sono fiero di essere agrigentino. In ogni posto del mondo non ho mai nascosto la mia città natale. Sarei ipocrita se dicessi che voglio tornare. Malgrado la mia città mi manchi molto. Sogno, invece, di aiutare più gente possibile magari con qualche cura di ultima generazione. Per questo ho scelto di fare studio anche ad Agrigento, anche se  al momento svolgo la mia professione a Messina”.

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

“Non devono mai perdere la speranza. Il mio consiglio è semplice e spero sia utile. I giovani non devono adattarsi a ciò che la società ci impone d’essere. Riuscire a scegliere il proprio futuro è importante”.

Flebologia, il miglior medico del mondo è l'agrigentino Giovanni Alongi

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