Un professore agrigentino in Portogallo, Ermanno Aparo: "Mi manca la Valle dei Templi"

Un curriculum prestigioso, una vita lontana dalla sua Agrigento ed il mondo in tasca

Ermanno Aparo

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

L’amore per il design, una buona porzione di vita trascorsa lontana dalla Sicilia e della sua Agrigento. Una cattedra prestigiosa in Portogallo ed una donna - che è diventata la madre dei suoi figli  - che gli ha cambiato la vita. Il volto della settimana si chiama Ermanno Aparo.

Una carriera fatta di riconoscimenti importanti, un mondo in tasca e l’ambizione di non fermarsi mai. Ermanno vive in Portogallo, un agrigentino lontano che ha voglia di raccontare la sua vita e le sue molteplici esperienze.

- Raccontaci la tua storia

"Mi sono laureato in Architettura nel '98 ed ho lavorato ad Agrigento come Architetto ma la mia passione è sempre stata lagata al mondo del Design. Così, nel 2001, ho lasciato Agrigento e mi sono “spostato” a Milano per fare il Master in Design alla Domus Academy (che in quel tempo era una della migliori scuole specialistiche di Design al mondo). Da lì mi sono trasferito in Portogallo, dove mi sono dottorato (con una Borsa di Studio dello Stato Portoghese) ed ho cominciato a lavorare come designer e un po’ di tempo dopo come docente. I primi tre anni li ho vissuti insegnando in due università, a Coimbra e a Lisbona, e girovagando per il Portogallo, poiché avevo clienti sparsi un po’ per tutto il territorio del Portogallo Settentrionale. Da circa 14 anni sono professore titolare delle discipline di Progetto nel Politecnico di Viana do Castelo (dove già sono stato anche direttore dei corsi di Laurea e di Master in Design). Collaboro con l’Università di Lisbona come membro del centro Ricerche in Architettura, Urbanismo e Design, dove mi occupo de design e sistemi territoriali di produzione e di design e sviluppo produttivo locale, e sono membro in Commissioni Scientifiche di alcune riviste e Conferenze internazionali. La mia carriera mi ha portato un po’ in giro per il mondo e mi ha regalato molte soddisfazioni, premi, progetti, pubblicazioni e partecipazioni ad eventi ma principalmente le persone che ho aiutato a formare".

- Perché hai scelto di lasciare la tua città?

"Per amore, quando nel 1995 andai in Portogallo come studente Erasmus incontrai la donna della mia vita e capì che non avrei mai potuto vivere distante da lei. Con questa donna ho 2 bellissimi figli e mi accompagna sempre, nella docenza, nella ricerca a e nella nostra meravigliosa vita a quattro".

- Ti manca la tua città?

"Mi mancano i miei genitori, I tre o quattro amici a cui sono legato e che continuano ad abitare ad Agrigento, mi manca la Valle dei Templi".

- Cosa cambieresti della tua città? 

"È difficile dire cosa cambierei perché, comunque, sarebbe un giudizio di parte emesso da qualcuno che non vive ad Agrigento da quasi vent’anni. Se sia molto o poco non lo so e non penso sia importante quantificare e qualificare quello che si deve cambiare. Cosa deve cambiare lo sanno gli agrigentini e sanno che dovranno lottare duramente per poter introdurre questi cambiamenti, quello che è necessario è crederci".

- Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"A quelli che partono dico di ricordarsi cosa hanno lasciato, a quelli che restano dico di responsabilizzarsi per come lasceranno la città a quelli che verranno".

-  Sogni di tornare?

"Sinceramente no".

(Racconta la tua storia scrivi a Federica.barbadoro@citynews.it)

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