Coronavirus e filiera alimentare, Confagricoltura: "Danni serissimi al comparto"

Il presidente provinciale Rosario Marchese Ragona traccia un quadro allarmante anche per il futuro

(foto ARCHIVIO)

Coronavirus, pesanti i danni registrati dal comparto agricolo anche in provincia di Agrigento. A denunciarlo è il presidente di Confagricoltura di Agrigento, Rosario Marchese Ragona.

"Temiamo che con il passare del tempo possano anzi crescere per impatto effettivo sulla filiera – spiega -. Siamo dinnanzi ad una crisi mai vista per portata e per potenziali conseguenze”.

Diversi i problemi riscontrati, sia di tipo organizzativo che economico in senso stretto.

"Certamente c’è tanto lavoro da fare e ci sono anche difficoltà a reperire personale - spiega - ma quello che tutti noi ci chiediamo è: riusciremo a vendere il prodotto, e a chi? Ci sono state già delle significative difficoltà nei giorni del ‘lockdown’, ad esempio con i meloni a Licata, ma ho ricevuto più sollecitazioni da parte di aziende di vino che hanno i magazzini pieni del prodotto non ancora venduto e a breve ne incamereranno di nuovo. In tal senso l’unica strada veramente praticabile sarebbe quella di un contributo statale per praticare la vendemmia verde, cioè l’eliminazione dei grappoli prima che la pianta fruttifichi. Ci sono difficoltà significative e molto simili ovviamente anche per chi produce olio o latte”.

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Una riduzione delle vendite che è connessa alla chiusura di bar, pub, ristoranti e sale trattenimento. "Un colpo serissimo a diverse aziende che lavoravano fuori dalla grande distribuzione - aggiunge -. Inoltre, al supermercato oggi è più facile trovare prodotti non della filiera locale (ma olandesi, tunisini, ecc) e comunque l’utente al momento pensa ad acquistare più alle cose di stretta necessità. Un discorso a parte va fatto per il prezzo, che ha subito delle oscillazioni rilevanti con la conseguenza che alcune culture oggi non vale nemmeno la pena di raccoglierle e portarle alla vendita”.

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