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Sabato, 22 Giugno 2024
Bullismo

"Persecuzioni fra ragazzine con insulti, calci e pugni": il giudice "perdona" il branco

L'istituto che prevede l'estinzione del reato per i reati meno gravi per i minorenni salva tre imputate accusate di stalking e lesioni

Insulti, ingiurie, molestie, minacce e aggressioni fisiche: il "branco" di ragazzine minorenni finisce in tribunale con le accuse di stalking e lesioni ma il giudice le scagiona fra assoluzioni nel merito e perdono giudiziale ovvero quell'istituto che prevede, nei casi di minore gravità, l'estinzione del reato per le imputazioni meno gravi.

Il verdetto ha riguardato tre ragazzine che all'epoca dei fatti, nel 2020, avevano fra i 15 e i 16 anni. Una delle tre era accusata di stalking per avere "reiteratamente ingiuriato, molestato e minacciato" una ragazzina quindicenne "con sguardi minacciosi e dita medie alzate".

La ragazzina, inoltre, il 2 febbraio del 2020, sarebbe stata aggredita. Gli atti persecutori - è l'atto di accusa della procura - le avrebbero provocato "un perdurante e grave stato di ansia e paura tanto che evitava di uscire da casa da sola per timore di incontrarla".

L'accusa di lesioni era contestata a tutte le imputate che - secondo quanto ipotizzava la procura del tribunale per i minorenni - l'avrebbero aggredita con pugni e pedate afferrandola per i capelli e provocandole lesioni e traumi guaribili in otto giorni.

La ragazzina si è poi rivolta alla polizia che ha fatto partire le indagini. Il giudice, accogliendo gran parte delle tesi dei difensori (gli avvocati Teresa Alba Raguccia, Graziella Vella e Salvatore Rino Di Caro), ha disposto l'assoluzione dall'accusa di stalking e il proscioglimento, grazie alla formula del "perdono giudiziale", per l'altra accusa. 

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