Sacerdote picchiato mentre seda una rissa, solo uno dei sette imputati chiede l'abbreviato

Dopo il "no" del giudice alla messa alla prova, sceglie il rito alternativo: il processo si divide in due tronconi

Don Mario Sorce

Sacerdote interviene per sedare gli animi e viene a sua volta picchiato: un gruppo di giovani aveva preso di mira un bar e lo stava devastando, distruggendo vetrate, sedie e altri oggetti mentre picchiavano a calci e pugni il fratello del titolare e una donna che si trovava all'interno. Don Mario Sorce, parroco del Quadrivio Spinasanta, ha sentito le grida dal suo ufficio ed è sceso per calmare gli animi venendo, invece, a sua volta picchiato.

Uno dei sette imputati, dopo alcuni passaggi interlocutori del processo, chiede il giudizio abbreviato. Si tratta del trentaduenne Giuseppe Contrino: l'imputato, attraverso il suo difensore, l'avvocato Ninni Giardina, aveva chiesto di accedere all'istituto della cosiddetta "messa alla prova". L'istituto prevede l'estinzione del reato dopo lo svolgimento di un programma di lavoro socialmente utile e non retribuito oltre a un risarcimento alle vittime del reato. Il giudice non ha accolto la richiesta e la strategia processuale, a quel punto, è stata quella del rito alternativo. La sua posizione sarà definita, davanti al giudice Andrea Terranova, il 14 maggio.

Gli altri sei indagati procederanno con il rito ordinario e, quindi, con il dibattimento. Si tratta di Giuseppe Contrino, 32 anni; Nizan Bhiri, 31 anni; Salvatore Capraro, 28 anni; Silvestre Giovanni Russo, 27 anni; Stefano Davide Burgio, 33 anni; Angelo Caparezza, 22 anni; e Gabriele Minio, 28 anni; tutti di Agrigento.

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L’episodio al centro della vicenda è avvenuto il 19 febbraio del 2014. Nessuno dei difensori (gli avvocati Daniele Re, Fabio Inglima Modica, Giovanni Gallo Afflitto, Carmelita Danile e Salvatore Bruccoleri, Francesco Tedesco e Giovanni Trupia) ha chiesto riti alternativi e il processo continuerà, con l'audizione dei primi testi, il 23 marzo. 

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