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Grotte, picchiato a sangue dai ladri che "smontavano" la sua Ape: identificati

I fatti risalgono alla notte tra il 6 e 7 giugno. In seguito alle indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura, il gip del Tribunale di Agrigento ha emesso un'ordinanza cautelare per tre persone

Avrebbero dapprima rubato il carburatore dal motore di una "Ape" Piaggio parcheggiata in via Luna, a Grotte. Poi, una volta sorpresi con le mani nel sacco, avrebbero aggredito con calci e pugni il proprietario del mezzo, provocandogli lesioni e contusioni poi giudicate guaribili in 30 giorni. 

Adesso i grottesi Dimitru Gherghisan, 30enne di origine rumena, Roberto Mandrice, 32 anni, e Amedeo Stagno, 24enne originario di Favara, dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso e lesioni personali aggravate. Per loro, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di dimora a Grotte, con il divieto di allontanamento da casa dalle 21 alle 6 del mattino.

I fatti risalgono alla notte tra il 6 e 7 giugno scorsi. La vittima, che ha riportato una frattura alla mascella e diverse contusioni al volto, ha chiesto aiuto al 112 subito dopo l'aggressione. I carabinieri della Stazione di Grotte, comandanti dal maresciallo Alfonso Contraffatto, hanno quindi avviato le indagini, riuscendo così ad identificare i 3 soggetti: a tradire gli aggressori - come dimostrato dall'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Matteo Delpini della Procura di Agrigento - sarebbero state le immagini registrate da un sistema di videosorveglianza installato nei pressi della zona in cui è avvenuta l’aggressione. Gherghisan, Mandrice e Stagno sono difesi dall'avvocato Daniele Re.

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