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(foto archivio)

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Agente della Penitenziaria va in escandescenze e punta la pistola contro i colleghi

L’inspiegabile gesto è avvenuto durante il trasferimento di un detenuto da Palermo alla casa circondariale “Pasquale di Lorenzo”

Poliziotto penitenziario, cinquantenne, punta la pistola contro i colleghi, ma uno di questi riesce fortunatamente ad immobilizzarlo e disarmarlo. L’inspiegabile gesto è avvenuto durante il trasferimento di un detenuto da Palermo alla casa circondariale “Pasquale di Lorenzo” di Agrigento.

A mandare in escandescenze l’uomo sarebbe stata la scelta dell’autista di seguire un itinerario diverso da quello da lui indicato. Non appena giunti in una stazione di servizio, il poliziotto penitenziario si sarebbe "vendicato" e, dopo un iniziale e acceso diverbio, avrebbe estratto la Beretta di ordinanza. Fortunatamente un altro agente che non era ancora sceso dal cellulare, ha sorpreso da dietro il cinquantenne riuscendo dunque a bloccarlo. Il poliziotto penitenziario è stato portato, in via precauzionale, in ospedale.

La rettifica del carcere "Di Lorenzo" 

"Nessun agente della Penitenziaria in servizio presso la casa circondariale 'Pasquale Di Lorenzo' di Agrigento ha puntato la pistola contro i suoi colleghi". Queste sono le precisazioni del direttore del carcere di Agrigento, Valerio Pappalardo, in merito all'articolo, del 23 agosto, dal titolo “Agente della Penitenziaria va in escandescenze e punta la pistola contro i colleghi”.

Dall’istituto di contrada Petrusa, per come stabilito dalla legge, è stata chiesta una rettifica che la redazione di Agrigentonotize, in ottemperanza alle normative che disciplinano il settore, accoglie nel rispetto della fiducia reciproca che si è instaurata negli anni, tra la testata giornalistica, le istituzioni e i lettori. 

“I fatti ivi narrati non risultano accaduti”, si legge nella istanza "Esercizio del diritto di rettifica" del direttore Pappalardo.

Ci occorre precisare che la notizia è stata attinta da fonti considerate attendibili e che per la loro tutela non possono essere rivelate. Altri particolari, che sono stati omessi nella redazione dell’articolo, hanno fornito un quadro di insieme ricco di dettagli e che proprio, per la preziosità degli elementi raccolti, non facevano minimanete pensare ad un racconto di fantasia. Versione dei fatti che però non ha trovato conferme ufficiali dai vertici del penitenziario agrigentino. Dopo la pubblicazione dell’articolo, infatti, il comandante del reparto della polizia Penitenziaria che si occupa dei trasferimenti dei detenuti, in modo informale, ha contattato telefonicamente la redazione, precisando che non fosse a conoscenza degli episodi descritti nell’articolo.

Al comandante è stato chiesto di inoltrare, per come è previsto dalla normativa, una istanza ufficiale di rettifica. Richiesta che, puntualmente, è giunta oggi.

Ci affidiamo dunque all’ufficialità della versione fornita nella richiesta di rettifica del direttore del carcere  di Agrigento: “I fatti ivi narrati non risultano accaduti”.

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