Mercoledì, 17 Luglio 2024
Pedofilia / Favara

Minorenne adescato su messenger per fare sesso a pagamento: condanna ridotta in appello

L'indagine è scaturita dalla denuncia della nonna del ragazzo al quale sarebbero stati chiesti rapporti orali in un cinema e all'aeroporto. In primo grado inflitti 7 anni di reclusione adesso diminuiti a 4 anni e 8 mesi, assolto il secondo imputato accusato di possesso di materiale pedopornografico

Condanna ridotta per uno dei due imputati riconosciuto colpevole in primo grado di avere adescato un diciassettenne su messenger e avergli proposto di fare sesso orale a pagamento.

Assoluzione per l'altro accusato al quale si contestava di avere conservato sul cellulare delle immagini di sesso ritraenti minori. 

Si tratta del favarese Calogero Stagno, 47 anni e di Giovanni D'Amico, 48 anni. Il solo Stagno è stato riconosciuto colpevole di aver proposto al minore di prostituirsi e gli sono stati inflitti 4 anni e 8 mesi: i giudici della terza sezione della Corte di appello di Catania, accogliendo in parte il ricorso del difensore, l'avvocato Salvatore Cusumano, hanno rideterminato la pena inflitta in primo grado (7 anni) in seguito a un diverso calcolo legato alle attenuanti generiche.

D'Amico, per questa accusa, era stato assolto già in primo grado "per non avere commesso il fatto" e condannato a 2 anni per il possesso di materiale pedopornografico. Accusa dalla quale, adesso, è stato pure assolto.

La difesa aveva sollevato diversi dubbi sulla ricostruzione dei fatti sostenendo, fra le altre cose, che il possesso del materiale pedopornografico fosse il frutto di un download involontario sui pc: in sostanza, probabilmente navigando su siti internet a luci rosse, del tutto legali se ritraggono maggiorenni, sarebbe stato scaricato del materiale pedopornografico in maniera automatica.

Una tesi che è stata riproposta in appello dove i giudici hanno accolto la richiesta di disporre nuovi accertamenti in questa direzione che parrebbe abbiano confermato le tesi difensive. Le vicende dei due imputati, sebbene processati insieme, sarebbero slegate. 

Il favarese, in particolare, secondo quanto è stato accertato nel processo, avrebbe contattato il 17enne su messenger inducendolo a scattarsi delle fotografie che ritraevano il suo organo genitale e inviargliele. In altri messaggi, inoltre, gli avrebbe proposto degli incontri all'aeroporto di Catania per avere dei rapporti sessuali orali a pagamento senza, però, che la circostanza si concretizzò.

Nei supporti informatici sequestrati dalla polizia postale, inoltre, sono state trovate altre quattro foto ritraenti due minori in pose sessualmente esplicite. Accuse analoghe per l'altro imputato a cui sono stati trovati ben 24 videoclip, relative ad un unico filmato, che ritraeva due minori in una scena di sesso: D'Amico, è stato condannato a 2 anni solo per questa imputazione, mentre è stato scagionato dall'accusa di avergli proposto di fare sesso orale a pagamento in un cinema di Catania.

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