"Acquistano merce per 200 mila euro e non la pagano", confermata condanna per due imprenditori

Otto mesi di reclusione a Gaetano e Gioachino Sferrazza, 75 e 51 anni, riconosciuti colpevoli di "insolvenza fraudolenta"

Oltre 200 mila euro di merce ordinata, ricevuta e mai pagata: i giudici della seconda sezione della Corte di appello di Palermo confermano la condanna nei confronti degli imprenditori Gaetano e Gioachino Sferrazza, padre e figlio di 75 e 51 anni, a cui il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Antonio Genna, aveva inflitto otto mesi di reclusione ciascuno. Con la sentenza di primo grado, emessa il 27 settembre scorso, sebbene la colpevolezza degli imputati fosse stata riconosciuta, l’imputazione di truffa era stata riqualificata con quella, più lieve, di insolvenza fraudolenta. 

I due imputati, originari di Canicattì, che da tanti anni gestiscono punti vendita sparsi per la provincia di Agrigento, soprattutto nel capoluogo, erano stati denunciati dai responsabili di due imprese, una delle quali al processo si è costituita parte civile. Gaetano e Gioachino Sferrazza – il primo rappresentante legale e il secondo rappresentante commerciale di una ditta che vende giocattoli – secondo quanto ipotizza l’accusa, che ha retto in due gradi di giudizio, avrebbero acquistato della merce da due società senza corrispondere alcun pagamento. I contratti, in un primo momento, sarebbero stati regolarmente adempiuti e i fornitori sarebbero stati pagati come da accordi. In seguito, invece, avrebbero effettuato nuove forniture pagando con assegni post datati e protestati per mancanza di fondi. Le modalità dell’operazione e, in particolare, il pagamento tempestivo fatto inizialmente, secondo la Procura che aveva disposto il processo per i due imprenditori, difesi dall’avvocato Daniela Posante, sarebbe stato finalizzato a far credere di essere solvibili anche per le successive forniture. In questo modo, sostiene l’accusa, avrebbero in seguito ricevuto la merce senza pagare 108 mila euro all'impresa “Di Leonforte Antonino” e quasi 94 mila euro alla “Star spa”. 

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